Un bimbo di poco più di due anni è ricoverato all’Ospedale Monaldi dopo il fallimento del trapianto di cuore: l’organo, espiantato a Bolzano, è arrivato danneggiato e inutilizzabile. La vicenda ha subito acceso l’allarme su sicurezza, trasporto e responsabilità mediche, mentre la famiglia e le autorità attendono risposte su quanto accaduto e sulla possibilità di un nuovo intervento salvavita.
Ecco gli ultimi aggiornamenti della mamma durante la trasmissione “La vita in diretta” su Rai 1.
Cuore danneggiato al bimbo di due anni a Napoli: l’inchiesta e le verifiche istituzionali
Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha avviato un’indagine per chiarire eventuali responsabilità nella gestione e nel trasporto dell’organo proveniente dall’Ospedale San Maurizio. Sei persone, tra medici e operatori sanitari coinvolti nelle procedure, risultano indagate con l’ipotesi di lesioni colpose. I carabinieri del Nas hanno acquisito documentazione clinica nelle strutture coinvolte e disposto il sequestro del contenitore utilizzato per il trasferimento del cuore, che sarà sottoposto a perizia tecnica per verificarne il corretto funzionamento.
Anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato ispettori nei due ospedali per approfondire ogni aspetto della vicenda. Dalla Regione Campania è arrivato un messaggio di vicinanza alla famiglia e l’impegno a fare piena luce su quanto accaduto, accertando con rigore l’intera catena di responsabilità.
Trapianto di cuore sbagliato al bimbo e lista d’attesa, cosa succede ora: parla la mamma del piccolo
“Ero presa troppo dal dolore per fare domande all’inizio”. Con queste parole Patrizia Mercolino racconta lo smarrimento vissuto dopo il fallimento del trapianto di cuore che avrebbe dovuto salvare suo figlio, ricoverato all’Ospedale Monaldi. La donna spiega di aver sporto denuncia l’11 febbraio, soprattutto dopo aver appreso dai giornali che l’organo, espiantato a Bolzano, sarebbe stato “bruciato” prima dell’impianto. “Nessuno mi ha detto niente, l’abbiamo scoperto dai giornali”, afferma, riferendosi alla notizia anticipata dal quotidiano Il Mattino.
Il bambino, di poco più di due anni, è attualmente in coma farmacologico e collegato a macchinari di supporto vitale. “Le ore passano in fretta, abbiamo poco tempo”, ripete la madre, descrivendo un’attesa carica di angoscia.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha parlato di “ore disperate”, sottolineando che i parametri epatici risultano in peggioramento e che il piccolo è in queste condizioni dal 23 dicembre. Intanto, come annunciato dalla madre durante la trasmissione La vita in diretta, il piccolo è stato inserito “al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani”, con la speranza che arrivi al più presto un cuore compatibile.
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