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Trentodoc: un Festival celebra l'unione tra spumante e montagna

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Milano, 3 ott. (askanews) - Un fatturato globale di 150 milioni di euro, cresciuto del 40% rispetto all'anno precedente. E ancora: 64 cantine con 120 milioni di bottiglie vendute in 12 mesi. Sono alcuni dei numeri che raccontano il successo dello spumante metodo classico prodotto nei territori del...

Milano, 3 ott. (askanews) – Un fatturato globale di 150 milioni di euro, cresciuto del 40% rispetto all’anno precedente. E ancora: 64 cantine con 120 milioni di bottiglie vendute in 12 mesi. Sono alcuni dei numeri che raccontano il successo dello spumante metodo classico prodotto nei territori del Trentino; un fenomeno che fa emerge il legame tra bollicine e montagna dalle molteplici e importantissime ricadute, sia sulle caratteristiche del prodotto sia sul economia dell’area.

Per conoscere e approfondire la ricchezza di questo legame a Trento e nei territori della Provincia si svolge dal 7 al 9 ottobre 2022 il primo Trentodoc Festival, con incontri eventi degustazioni aperti a operatori e al pubblico degli amanti del buon vino.”E’ un mome nto per far conoscere ulteriormente il nostro prodotto – racconta Enrico Zanoni, presidente dell’istituto Trento Doc – per aprire le cantine dei nostri associati, e per far degustare e conoscere le diverse produzioni in tutte le loro sfaccettature a chiunque lo vorrà fare”.

Una festa delle bollicine di montagna, dunque, per scoprire i segreti di produzioni strettamente connesse con il territorio che le ospita. Il quartier generale del festival sarà a Trento dove sono in programma incontri dedicati al vino, agli abbinamenti gastronomici migliori e alle storie suggestive che ruotano attorno alle realtà vitivinicole. Ma sarà l’intero Trentino ad essere coinvolto dal festival. Per l’occasione, infatti, decine di produttori apriranno le proprie cantine al pubblico, con esperienze nei vigneti, laboratori didattici, degustazioni guidate e cene a tema.

Un’occasione particolare per comprendere a pieno il lavoro e i segreti che sono dietro a ciascuna bottiglia di spumante. “E’ il frutto di un grande lavoro di squadra voluto fortemente dall’Assessorato insieme all’Istituto Trento Doc e da tutti i produttori e gli agricoltori che costantemente con sacrificio e passione portano avanti l’agricoltura sul nostro territorio. E’ davvero un inno all’agricoltura, un inno a questo settore, che speriamo essere di buon auspicio per un futuro brillante per le bollicine di montagna, con investimenti che vanno a rafforzare anche la qualità delle produzioni”.

Per produrre Trentodoc le 64 case spumantistiche aderiscono a un rigoroso disciplinare e devono trovarsi in territorio trentino. Ma ognuna di loro conserva la propria peculiarità. Merito delle competenze degli enologi ma anche della presenza di territori e microclimi estremamente diversi. I distretti di produzione infatti spaziano dall’Alto lago di Garda alla bassa valle dell’Adige fino ai territori che salgono più di quota come la Val di Cembra e la Valsugana, la Vallagarina, Valle dell’Adige e Piana Rotaliana.