Donald Trump lancia un ultimatum all’Iran rispetto alla propria intenzione sul nucleare una minaccia che dichiara apertamente quali sono le intenzioni statunitensi, ora la palla passa all’Iran che tuttavia punterà ad adottare una strategia che non è molto nelle corde del leader americano.
Usa-Iran: no a difesa e missili
L’Iran come ha fatto sapere Donald Trump non vuole la guerra e non la considera nemmeno un’opzione, una posizione quindi positiva perché si eviterebbe di aprire un altro fronte sanguinario in una zona dove non è necessario.
Tuttavia gli Stati Uniti mirano a far vedere il loro ruolo di leadership ai leader del paese perché sono consapevoli della potenza nucleare che ha in serbo l’Iran.
Proprio a livello di difesa e missili l’Iran non fa sconti, come riportato da AdnKronos il leader Araghchi sceglie la strada dei negoziati con l’America poiché un attacco sarebbe la scelta più sbagliata possibile.
Ripartono le centrali nucleari
L’ISIS (Istituto di scienza e sicurezza internazionale) americano ha fatto sapere che sono ripartiti i lavori per rimettere in sesto uno dei 3 siti nucleari colpiti dall’attacco statunitense nella “guerra dei 12 giorni” in particolare i lavori interessavano il rifacimento del tetto.
La decisione è arrivata perché l’Iran aveva in mente due possibili scenari, il primo di recuperare i beni nucleari sopravvissuti all’attacco senza farsi scoprire e la seconda che la zona è di notevole importanza e quindi ha bisogno della giusta manutenzione.