Diciamoci la verità: il mito dell’uguaglianza di genere è ben radicato nella nostra società, ma la realtà è meno politically correct. Ci sono dati scomodi che dimostrano che siamo lontani dall’aver raggiunto una vera parità.
Secondo il Global Gender Gap Report 2023, l’Italia si colloca al 63° posto su 146 paesi.
Questo non è certo il traguardo che ci si aspetterebbe da una nazione che si vanta di essere moderna e progressista. Le donne italiane guadagnano in media il 18% in meno rispetto ai loro colleghi maschi. Un divario che non può essere ignorato.
So che non è popolare dirlo, ma le politiche di uguaglianza di genere in Italia sono spesso superficiali e più orientate al marketing che a un cambiamento reale. È comodo parlare di quote rosa e parità nei consigli di amministrazione, ma quando si tratta di retribuzioni e opportunità, le donne rimangono indietro.
La realtà è che le donne continuano a essere sottorappresentate in molti settori chiave, dalla politica all’economia. Solo il 29% dei membri del parlamento italiano sono donne, un numero che fa riflettere. Eppure, il nostro governo si riempie la bocca di slogan sull’uguaglianza.
Il re è nudo, e ve lo dico io: l’uguaglianza di genere in Italia è una narrazione costruita più per fare bella figura che per affrontare la realtà. Se si desidera davvero un cambiamento, è necessario iniziare a guardare in faccia la verità e non avere paura di discutere dati scomodi.
È fondamentale sviluppare un pensiero critico su questo tema. La prossima volta che si sente qualcuno proclamare l’uguaglianza di genere come un fatto compiuto, è opportuno ricordare questi dati e interrogarsi se si sia veramente così avanti come ci piace pensare.