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Torna l'incubo del rapimento di bambini, il racconto di una mamma su Facebook

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La giovane madre affida ad un gruppo con più di 1000 follower gli attimi di terrore vissuti da lei e suo marito, mettendo in guardia sui rischi che si possono trovare nei luoghi affollati.

Il tema del rapimento dei bambini piccoli era da diverso tempo che non veniva dibattuto dagli organi di stampa una fortuna potremmo dire anche se purtroppo episodi di questo tipo sono all’ordine del giorno, anche se in Italia vi sono stati periodi dove uscire di casa con bambini piccoli era davvero pauroso, scopriamo dove e cosa è successo di preciso.

I rom, la paura ed il terrore di nuovo protagonisti

Che l’Italia sia un paese costellato dalla presenza di comunità Rom non è certo una notizia. Difatti l’intero stivale conta molte comunità sparse da nord a sud che compiono la loro vita, spesso contornata da reati, ma non si parlava da tempo del rapimento di bambini.

Un gesto legato alla cultura Rom, non di tutte le famiglie certo, ma lo stigma resta e nell’immaginario collettivo sono poi loro le persone che si associa al pericolo e alla paura, diffidando delle loro azioni e minacciando il benessere sociale collettivo.

Il tentato rapimento in provincia di Padova

L’ultimo episodio che ha riacceso la luce su questo tema, da diverso tempo fuori dalle notizie è il tentato rapimento di un bambino in provincia di Padova.

Come riporta The Social Post una mamma, dipendente dell’università di Padova, si trovava all’interno del Supermercato Conad del Centro Giotto alla Stanga.

Una donna di origine rom, spiega la mamma su Facebook, avrebbe tentato di rapire il suo bambino di appena sei mesi. Tentativo sventato grazie alla prontezza del padre.

La donna chiarisce nel post l’etnia della donna non per polemizzare ma per far partecipi altre mamme sui possibili rischi. Difatti non ha fatto denuncia né alle autorità nè in Questura.

Un caso come questo riaccende i riflettori sui pericoli che vi possono essere quando si portano in giro i bambini. L’attenzione non è mai abbastanza e anche mille occhi non bastano perché in un attimo può cambiare davvero tutto, per fortuna non è stato questo il caso.