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L’impressione diffusa è che la separazione sia ormai scritta: resta soltanto da capire quando e in che modo si consumerà lo strappo, e soprattutto chi sceglierà di “staccare la spina”. A questo punto è solo una questione di tempo e, se immaginassimo di riaprire gli occhi tra qualche mese, sarebbe difficile trovare ancora Roberto Vannacci all’interno della Lega, come riportato da Today.it.
Roberto Vannacci e il nuovo partito politico
Questo singolare “partito nel partito” – che molti nel Carroccio giudicano una parentesi destinata a chiudersi – sembra infatti giunto al suo epilogo. E mentre Matteo Salvini continua a frenare, consapevole dei contraccolpi politici e interni che l’uscita dell’ex generale comporterebbe, dal calo dei voti alle contestazioni sulla linea, il pressing dei dirigenti leghisti perché venga chiarita l’ambiguità si fa ogni giorno più evidente. Nel frattempo, mentre si attende la separazione formale, Vannacci consolida la sua area puntando su sondaggi riservati che lo accrediterebbero di un “potenziale” del 2 per cento. Gli stessi sondaggisti ne riconoscono il carattere teorico: una cosa è misurare il gradimento, un’altra è trasformarlo in consenso reale. Sono stati sperimentati diversi nomi per il nuovo movimento e la scelta finale è caduta su “Futuro nazionale”, corredato da un logo depositato il 24 gennaio all’EUIPO e da un sito registrato il 31 ottobre 2025 da Giulio Battaglini, ex FdI e oggi suo assistente al Parlamento europeo. I temi proposti sono quelli resi celebri dal libro “Il mondo al contrario”: lotta serrata all’immigrazione clandestina, ordine pubblico, difesa, turbo-sovranismo, campagna contro la cultura “woke”, inclinazioni filo-putiniane. Chi conosce bene quell’ambiente sottolinea poi i richiami insistiti al Ventennio, l’uso di parole come “camerata” o “Decima”, segnali rivolti a un elettorato nostalgico che in Italia non è mai del tutto scomparso.
Vannacci, nuovo partito politico: la rete dei sostenitori
Al momento del lancio, l’ex paracadutista potrebbe contare su un piccolo drappello di parlamentari pronti a uscire dai rispettivi partiti e a schierarsi con lui. Vengono citati i toscani Edoardo Ziello ed Elisa Montemagni, il calabrese Domenico Furgiuele e il pugliese Rossano Sasso, tutti eletti con la Lega nel 2022. Potrebbero aggiungersi Manlio Messina ed Emanuele Pozzolo, entrambi eletti con Fratelli d’Italia. C’è perfino chi ha suggerito un improbabile avvicinamento di Aboubakar Soumahoro, ormai stabilmente nel Misto. Un gruppo ancora esiguo, destinato quindi a confluire nel Misto. Accanto ai parlamentari si muovono alcuni amministratori locali, soprattutto ex Lega ed ex FdI, e una galassia più ampia composta da figure della destra sovranista e post-fascista.
Vannacci, nuovo partito politico: le modalità di finanziamento
Sul fronte dei finanziamenti, c’è ancora massimo riserbo. Finché il movimento resta un’associazione privata, non è tenuto agli obblighi di trasparenza dei partiti strutturati. Per ora tutto passa dall’autofinanziamento: iniziative, tesseramento e, nella fase iniziale, risorse personali del generale.
Dalle dichiarazioni pubbliche risulta che nel 2023 Vannacci abbia percepito circa 800mila euro lordi, mentre nel 2024 avrebbe dichiarato 200mila euro provenienti da attività editoriali, in aggiunta allo stipendio da eurodeputato, intorno a 8mila euro netti più indennità, e alla pensione militare di circa 5mila euro netti. A differenza di molti parlamentari della Lega, non verserebbe contributi nelle casse del Carroccio, scelta che ha generato malumori interni. Lui si è difeso parlando di “elargizione volontaria”, rafforzando la percezione di un “partito nel partito”. Il tesseramento dei Team rappresenta la prima fonte di finanziamento: l’iscrizione costa 20 euro per i soci ordinari, gratuita per i minorenni con consenso dei genitori. I sostenitori possono versare una quota superiore, su base volontaria. I numeri non sono pubblici, ma un calcolo prudente (5-6 mila iscritti a 20 euro) porta a un minimo di 100–120mila euro, cui si sommano le donazioni raccolte negli eventi e le quote sostenitori. Una rete capillare, costruita passo dopo passo, destinata a sostenere le prime fasi del nuovo progetto politico.