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Tra Paliano e Colleferro: “Giustizia per Willy, basta omertà”

Roma, 10 set. (askanews) – La gigantografia con il sorriso di Willy campeggia sulla facciata del comune di Paliano, un borgo arroccato del frusinate con poco più di 8mila abitanti finora mai salito agli onori delle cronache. Un paese tranquillo, pacifico, che ora è diventato celebre perché è la cittadina dove abita la famiglia di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a calci e pugni nella notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro.

Lo slogan “Giustizia per Willy” unisce Paliano e Colleferro. Il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri. “La nostra comunità è una splendida comunità di cui fanno parte splendidi giovani che rifiutano sentimenti come odio e la violenza, la vendetta, la rabbia. Noi vogliamo solo giustizia, per Willy”.

A Paliano in pochi vogliono parlare, davanti alla casa di Willy non ci sono più cameraman nè forze dell’ordine. Molti vicini sono chiusi nel silenzio. Ma il ricordo è di un ragazzo educato, sempre sorridente: “Provo un grande dolore, era un bravo ragazzo, un vicino di casa. Ci stringiamo tutti al dolore della famiglia e speriamo che giustizia sia fatta. Porterò nel cuore i ricordi con lui. “Provo una grande tristezza, non incontrarlo più per Paliano, sorridente… mi rattrista tanto e soprattutto vedere ragazzi che incontro sempre”. “I colpevoli devono pagare, non si può ammazzare un ragazzo a pugni, è la cosa più brutta che ci può stare”.

“Io penso che erano quattro delinquenti, io li definisco killer. Questi tipo di soggetti, purtroppo, sono ovunque. Il movente razziale? Non penso, nemmeno quello politico, penso sia piuttosto una caratteristica ideologica loro personale. La pazzia più completa”.

A una quindicina di chilometri c’è Colleferro, paese dove Willy lavorava e dove trascorreva le serate con gli amici. Il sindaco, Pierluigi Sanna: “La descrizione di questa città come città violenta è una descrizione falsa, vigliacca e infame; la trasgressione più diffusa a Colleferro è il divieto di sosta”.

Dal primo cittadino un appello a parlare: “Noi non siamo una città omertosa, che si gira dall’altra parte. I ragazzi e le ragazze che hanno visto si devono recare in caserma e raccontare ciò che hanno visto. Altrimenti il nostro grido di giustizia sarebbe un grido ipocrita.

Nella piazzetta dove Willy è stato brutalmente ucciso ci sono fiori, lettere, magliette della Roma.

Tanta la gente che vuole rendere omaggio al giovane: “Conoscevo Willy, andavamo a scuola insieme….” Sto qui per rendere omaggio a sto poro ragazzo, per difendere un amico ci ha rimesso lui”. “Dietro c’è solo la violenza di quei cani, basta. Non c’è altro”. Vengo da Piglio e sono venuta appositamente per fare questa visita, questa cosa ha sconvolto tutti, anche i paesi limitrofi.

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