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Novartis: dialogo e centralità salute basi sviluppo sostenibile

Milano, 30 nov. (askanews) – Se nel 2020 abbiamo tutti improvvisamente compreso l’esistenza di legami fortissimi tra salute, economia e stabilità sociale di un Paese, chi ha il compito di organizzare e favorire la ripresa dopo la pandemia non può non tenerne conto riservando alla prima un posto centrale. È il suggerimento di Novartis, multinazionale svizzera tra i leader mondiali nel settore farmaceutico, basato sull’ascolto, con l’aiuto di The European House – Ambrosetti, di 230 interlocutori interni e 500 esterni, rappresentanti sia della comunità medico-scientifica sia della società civile e delle istituzioni.

Pasquale Frega, country president e amministratore delegato di Novartis Italia.

“Garantire la salute a tutti vuol dire anche iniziare a guardare il mondo con un approccio olistico. Oggi quando si valuta ad esempio una tecnologia, che sia un farmaco o qualcos’altro, non si va a valutare l’impatto, ad esempio, su altri budget dello Stato, delle spese sociali che vengono generate da un paziente che si assenta dal lavoro”.

Grazie alla mole già imponente di dati oggi disponibili, presto aumentata dalle tecnologie per la medicina e la cura della persona a distanza, le organizzazioni pubbliche e private avranno invece strumenti sempre più efficaci per tentare di prevedere l’effetto a tutto tondo delle proprie scelte, ma questi, avverte l’Head of Sustainability Practice di The European House-Ambrosetti, Carlo Cici, dovranno essere accompagnati dall’abitudine costante al dialogo.

“Perché per realizzare tutte le grandi trasformazioni ci serve consenso e per avere consenso bisogna attivare processi di massima trasparenza e coinvolgimento. Sebbene questi siano processi faticosi, nel momento in cui non abbiamo delle certezza l’unica cosa che possiamo fare è decidere insieme che direzione prendere”.

Da parte sua Novartis ha già deciso di contribuire al cambiamento sostenibile con 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica previsti per i prossimi tre anni che l’azienda stima possano corrispondere a un valore generato dalle attività in Italia di oltre 5,3 miliardi di euro.

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