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Sistemi alimentari: agire subito, no alternative a sostenibilità

Milano, 1 dic. (askanews) – E’ tempo di scelte radicali, di rivoluzionare i sistemi globali del cibo. La pandemia da Covid 19, secondo il World food programme, ha quasi raddoppiato il numero delle persone esposte a insicurezza alimentare: dai 135 milioni del 2019 si stima che quest’anno si passerà a 265 milioni. Per questo il cambiamento fino a ieri auspicato e prospettato oggi si rende urgente. Un appello all’azione è arrivato da Guido Barilla, presidente della fondazione e del gruppo alimentare di Parma, in apertura del forum “Resetting the food system from farm to fork – Setting the stage for UN 2021 Food system summit”, organizzato proprio dalla fondazione e Food Tank, che ha visto oltre 30 esperti confrontarsi sul ruolo di giovani e donne in agricoltura, sul ruolo di chef e nuove tecnologie, sul cibo come prevenzione .

“La pandemia – ha detto – ha mostrato quanto siamo interconnessi, non solo l’uno con l’altro ma con il Pianeta stesso. La crisi è l’esempio più recente delle crescenti pressioni e aspettative poste sul sistema alimentare mondiale. Nell’affrontare questa situazione, dobbiamo avere il coraggio di cambiare perchè non c’è alternativa alla sostenibilità”.

Sotto la lente del forum i sistemi alimentari oggi all’origine dei più grossi problemi ambientali e di salute dell’umanità.

Ogni anno 11 milioni di persone al mondo muoiono per le conseguenze di una cattiva alimentazione mentre oltre un miliardo sono in sovrappeso. Conseguenze che generano anche

impatti economici: ammontano a quasi 12 trilioni di dollari l’anno i cosiddetti costi “occulti” per ambiente, salute e povertà. A queste sfide occorre rispondere con la collaborazione:

“Se c’è una cosa che l’attuale situazione mi ha insegnato – ha osservato – è che nessuno vince da solo. Bisogna quindi costruire nuove, forti alleanze: tra le generazioni, tra i vari attori della filiera agroalimentare, tra Paesi ricchi e poveri, tra società civile e settore privato”.

La buona notizia è che nel 2020, nonostante la pandemia circa 5 miliardi di persone hanno avuto accesso a diete sane. Un traguardo importante a cui guardare per ridisegnare gli attuale sistemi alimentari e da cui invita a ripartire Guido Barilla: “Dobbiamo cambiare le nostre narrazioni, che finora si sono concentrate solo sui problemi. Bisogna far crescere un movimento positivo per accelerare, rafforzare, raffinare e progettare un futuro più sostenibile”.

In vista del Food Systems Summit delle Nazioni Unite del 2021 il forum ha lanciato tre raccomandazioni: condividere un obiettivo comune che consenta a tutti gli stakeholder di elaborare proposte su sistemi alimentari più sani, inclusivi, sostenibili e resilienti, mobilitare tutti gli attori per condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche e aumentare la consapevolezza dei cittadini affinchè compiano scelte alimentari più sostenibili. “Dobbiamo fare scelte radicali e oggi siamo qui per costruire un’agenda di vere trasformazioni – ha aggiunto – per un futuro equo e sostenibile, contribuendo con le nostre raccomandazioni al summit delle Nazioni Unite del 2021. Abbiamo 10 anni per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Dal mio punto di vista, 10 anni sono abbastanza per generare una rivoluzione, e i prossimi 5 anni saranno cruciali”. “Non ho paura del cambiamento – ha concluso – il futuro del cibo è nelle nostre mani, facciamolo crescere!”.

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