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Zero tuition, riforme e debito: cosa lascia il governo Petro prima del 31 maggio

Zero tuition, riforme e debito: cosa lascia il governo Petro prima del 31 maggio

Il governo di Gustavo Petro ha introdotto misure sociali come il programma di zero tuition e una profonda riforma del lavoro, ma lascia anche un debito elevato e tensioni diplomatiche; larticolo ricostruisce impatti economici, sociali e le posizioni dei principali candidati in vista del 31 maggio.

Il quadri politico ed economico colombiano arriva al voto presidenziale con un bilancio segnato da riforme sociali ambiziose, risultati contrastanti sulloccupazione e un aumento consistente del debito pubblico. Tra le misure più visibili cè il programma noto come zero tuition, che ha eliminato i costi di iscrizione nelle università pubbliche per centinaia di migliaia di studenti, insieme a una riforma del lavoro che ha rialzato il salario minimo e modificato il regime delle ore straordinarie.

Il programma «zero tuition» e lipatto sulle famiglie

Liniziativa lanciata dallamministrazione Petro copre fino al 100% delle rette nelle istituzioni pubbliche universitarie ed è stata pensata soprattutto per i giovani provenienti da famiglie di fascia media e bassa. Secondo i dati ufficiali il piano ha beneficiato circa 870.000 studenti distribuiti in 64 istituzioni pubbliche, consentendo a molti di accedere agli studi superiori senza oneri di iscrizione.

Per molte famiglie il risparmio è stato significativo: laddove iscriversi a una pubblica significava pagare somme intorno ai 400 dollari lanno, le alternative private avrebbero imposto costi medi molto più elevati, spesso superiori ai 3.000 dollari annui. Per giovani come Laura Espinel, questa misura ha cambiato la possibilità stessa di proseguire un percorso artistico e universitario.

Benefici reali e criticità

Il programma ha ampliato laccesso allistruzione superiore, ma non è privo di critiche: alcuni osservatori segnalano che i costi sostenuti dallo Stato hanno contribuito allincremento della spesa pubblica complessiva. Inoltre, la discussione sulla sostenibilità finanziaria del modello resta aperta, soprattutto alla luce del livello di indebitamento lasciato dallamministrazione uscente.

Riforma del lavoro, salari e mercato occupazionale

Una delle manovre più rilevanti è stata la riforma del lavoro che ha portato a un aumento del salario minimo del 23% rispetto alle consuete variazioni trimestrali di portata inferiore. La legge ha anche anticipato linizio del conteggio delle straordinarie alle 19:00, riconoscendo una maggiorazione delle ore oltre lordinario e rinforzando la protezione dei lavoratori.

Limpatto sui datori di lavoro è stato immediato in alcune microattività: piccoli commercianti hanno dovuto rivedere i costi del personale, con conseguenze come la riduzione di assunzioni o laggiornamento delle retribuzioni per rispettare la normativa. Javier Beltran, titolare di una panetteria bogotana, ha ammesso che i conti sono diventati più stretti, pur riconoscendo la necessità della misura.

Disoccupazione e informalità

Nonostante le previsioni di aumento della disoccupazione per ladattamento delle imprese, i tassi ufficiali sono migliorati: a gennaio il tasso di disoccupazione è sceso al 10,9%, il valore più basso in 25 anni, rispetto all11,2% registrato nel 2026. Tuttavia, diversi economisti sottolineano che la diminuzione è parzialmente dovuta allallargamento delloccupazione informale e allincremento della burocrazia statale, passata da 48.000 a 64.000 dipendenti tra il 2026 e il 2026.

Finanze pubbliche, debito e le difficoltà per il prossimo governo

Il lascito finanziario più pesante è senza dubbio laccumulo di debito: la crescita del passivo pubblico è stata valutata in centinaia di trilioni di pesos, con un rapporto debito/PIL che supera il 58,5%. Alcuni analisti evidenziano che lamministrazione ha aumentato il debito di circa 400 trilioni di pesos, mentre le proposte per reperire risorse — incluse riforme fiscali e tasse patrimoniali — hanno spesso incontrato lopa posizione di Congresso e interessi settoriali.

La strategia finanziaria del governo ha tentato di conciliare equità e sostenibilità, ma la mancanza di approvazione di numerose proposte di legge ha costretto a soluzioni temporanee come una tassa patrimoniale transitoria, sia per persone fisiche sia per imprese.

Transizione energetica e settore estrattivo

Un altro fronte aperto riguarda la politica energetica: Petro ha promosso la transizione verso le rinnovabili, sospendendo la firma di nuovi contratti per esplorazioni di carbone, petrolio e gas, e investendo in pannelli solari e progetti rurali. Ma poiché gli idrocarburi rappresentano oltre il 40% delle esportazioni, il nuovo governo dovrà bilanciare la necessità di entrate con unattuazione graduale della transizione.

Scenario politico e tensioni internazionali

Il 31 maggio i cittadini sceglieranno il successore di Petro tra candidati dalle posizioni opposte: Iván Cepeda, legato alla continuità delle politiche sociali e alla strategia verde, e Abelardo de la Espriella, orientato a politiche di contenimento della spesa pubblica e a un approccio più permissivo verso lo sfruttamento delle risorse energetiche.

A livello regionale, una crisi commerciale con lEcuador — iniziata con limposizione di dazi fino al 100% e la replica colombiana — ha provocato perdite occupazionali e tensioni che complicano un quadro già fragile, danneggiando specialmente le imprese nelle zone di confine e il settore automobilistico e ittico coinvolti negli scambi bilaterali.

In un paese diviso tra chi applaude la spinta verso maggiore equità e chi teme limpatto sui conti pubblici, la campagna elettorale riflette la sfida centrale: conciliare diritti sociali ampliati e sostenibilità macroeconomica. Al voto, molti cittadini comuni come Laura, Javier e la loro dipendente Johana porteranno con sé le esperienze quotidiane di queste politiche, determinando linnesco del prossimo ciclo di governo.