Il mondo degli Scout in Italia sta per subire un capovolgimento mai visto nella propria storia, radicata da decenni in guide scout esclusivamente maschili e femminili il passaggio tanto atteso dimostra l’impegno sempre alto al fine di bilanciare educazione ed inclusione.
Arcigay favorevole, il no dal comitato ProVita e Famiglia
La notizia del cambiamento all’interno dell’AGESCI è stata accettata con grande calore dall’Arcigay in quanto il mondo degli scout è stato da anni precluso, creando dispiacere per i ragazzi che non potevano stimolare rapporti con compagni.
Di contro il comitato ProVita e Famiglia che parla di tradimento dei valori degli scout e teme la colonizzazione “gender” all’interno dei gruppi dato che non vi sarà più distinzione tra ciò che ci si sente e la biologia dell’uomo.
Agesci dice sì a guide LGBTQ+
Agesci e il suo presidente, Paolo Di Tota hanno scritto un testo dove dichiarano l’apertura a guide LGBTQ+ di fatto scrivendo un nuovo capitolo della storia degli scout.
Di Tota ha pubblicato il documento dove spiega come si è arrivati a questa decisione di grande impatto e perché è stata fatta. Di seguito riportiamo il testo da Ansa.it :
Alla luce del cammino compiuto in Agesci, questo documento nasce con l’intento di essere un nuovo strumento di sintesi, accompagnamento e prospettiva, volto a sostenere la nostra credibilità educativa dell’accoglienza e della cura, quando queste si aprono al riconoscimento pieno del vissuto personale.
Consapevoli che la pedagogia dell’accoglienza radicata nella quotidianità del nostro servizio educativo, non è oggetto di discernimento, diventa imprescindibile promuovere percorsi volti al superamento di sentimenti e atteggiamenti omolesbobitransfobici. Tali sentimenti, infatti, costituiscono un ostacolo al riconoscimento, all’inclusione e all’integrazione nei nostri Gruppi, e in tutti i livelli associativi, di capi e capo, ragazzi e ragazze.
Dal cammino fatto è emerso il rispetto e il riconoscimento sono ‘direzioni non trattabili’ e che è irrinunciabile l’esigenza da parte dei capi e delle capo di formarsi, alla luce della promessa, della legge e del patto associativo, per valorizzare la cura nei confronti della persona e per contrastare i pregiudizi derivanti dall’omolesbobitransfobia.
Firmato all’unanimità, permetterà ora a guide di diverso orientamento che in passato hanno lasciato il mondo degli Scout perché discriminate, pochi casi, ma emblematici, di continuare la loro storia in questo universo fatto di amicizia, calore e supporto, valori troppo importanti da poter essere etichettati sulla base delle preferenze sessuali.