Il mondo del rap si sa essere uno dei più spietati della scena musicale con faide ed imboscate che riemergono tra una barra e l’altra, una situazione molto più comune negli anni ’90 ma che a volte è in grado di riemergere anche al giorno d’oggi, come il caso che andremo a trattare di seguito.
Rap, tra canzoni e faide, quando la violenza torna protagonista
Il Rap a livello professionale sa essere un mondo oltre che un genere spietato, dove la mancanza di rispetto viene punita spesso con gesti forti a volte anche troppo forti.
Sono sotto gli occhi di tutti le uccisioni di big della storia come 2Pac o Notorious B.I.G. ma senza scomodare le leggende, capita ancora oggi di assistere ad uccisioni o rapimenti cruenti, soprattutto nella scena americana, la più prolifica, sia per artisti che per incassi con streaming milionari.
L’imboscata tesa a Gucci Mane
Il caso in oggetto risale allo scorso gennaio e vede al centro il rapper Gucci Mane che è famosissimo nell’ambiente, 46 anni, originario di Atlanta è riuscito a farsi strada con brani che ancora oggi sono ascoltati e fungono da riferimento.
L’uomo a gennaio è stato protagonista di un’imboscata, con rapina e sequestro di persona, imboscata tesa da un altro rapper, Pooh Shiesty, che voleva staccarsi dall’etichetta di Mane.
Come riporta Il Post Sheisty assieme ad altre 8 persone, 7 rintracciate e una ancora in fuga, avrebbe sequestrato Mane e successivamente anche rapinato, il tutto perché voleva rompere il contratto con la sua etichetta, per cui era sotto contratto, la 1017 Records.
Una situazione “normale” nel mondo del Rap. Sheisty ha anche lui ottenuto un discreto successo, con la canzone “Back in Blood” ma si era convinto di poter aspirare a qualcosa di più. Ora quel qualcosa in più sarà solamente una cella buia e fredda.