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Un episodio di violenza ha colpito una troupe della Rai in Svizzera, durante la copertura della drammatica strage di Capodanno avvenuta a Crans-Montana. Il noto inviato Domenico Marocchi, volto di programmi come Uno Mattina News e La Volta Buona, si trovava sul posto con la sua squadra per raccogliere informazioni e testimonianze.
I giornalisti sono stati aggrediti in un clima di ostilità, subendo insulti e minacce mentre cercavano di documentare gli eventi legati alla tragedia.
Il racconto di Domenico Marocchi
Marocchi ha descritto l’aggressione come un momento di grande tensione. La troupe si trovava sotto il ristorante dei Moretti quando è stata avvicinata da un gruppo di tre individui. Questi hanno iniziato a lanciare insulti e minacce nei confronti dei giornalisti, esprimendo un evidente disprezzo verso gli italiani.
Dettagli dell’aggressione
La situazione è rapidamente degenerata: con l’arrivo di altre persone, l’aggressione si è intensificata, culminando in spintoni e colpi contro le auto in cui i giornalisti cercavano di rifugiarsi. Marocchi ha riportato di essere stato spintonato e ha raccontato come lui e il suo collega Alessandro Politi, noto per il programma Storie Italiane, abbiano dovuto affrontare un vero e proprio assalto.
Per fortuna, i giornalisti sono riusciti a mettersi in salvo all’interno delle loro autovetture, ma non prima che gli aggressori continuassero a colpire il veicolo e a lanciare minacce.
Reazioni e solidarietà
La notizia dell’aggressione ha suscitato un’ondata di solidarietà sui social media. Marco Salaris, giornalista svizzero, ha espresso il suo sostegno a Marocchi e alla sua troupe, evidenziando la gravità dell’accaduto. Ha condiviso un post su X, sottolineando l’importanza di proteggere i giornalisti, specialmente in situazioni di crisi.
Il messaggio di speranza
Nonostante il momento difficile, Marocchi ha risposto a Salaris con un messaggio di gratitudine, affermando che ora tutto era sotto controllo. Questo episodio, però, riporta alla luce un problema più ampio: la crescente violenza contro i giornalisti, un fenomeno che non è estraneo nemmeno all’Italia.
È un tema ricorrente nelle cronache, soprattutto quando si parla di giornalisti che svolgono il loro lavoro in situazioni critiche. In passato, inviati di programmi come Striscia la Notizia hanno subito aggressioni simili, testimoniando la difficile realtà di chi cerca di informare il pubblico.
Il contesto della strage di Capodanno
La strage di Capodanno a Crans-Montana ha scosso non solo la Svizzera ma anche l’Italia, attirando l’attenzione dei media. I giornalisti italiani si sono mobilitati per fornire aggiornamenti e dettagli su quanto accaduto, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione su eventi di tale gravità.
Durante una trasmissione di È Sempre Mezzogiorno, Antonella Clerici ha espresso il suo rammarico per la situazione, condannando le critiche rivolte ai giovani coinvolti che, nel panico, hanno ripreso l’incendio con i loro cellulari. La conduttrice ha cercato di sensibilizzare il pubblico sulla difficoltà di gestire situazioni di emergenza.
I giornalisti sono stati aggrediti in un clima di ostilità, subendo insulti e minacce mentre cercavano di documentare gli eventi legati alla tragedia.0