Il 1 giugno 2026 una brutalità estrema ha sconvolto la zona di Amendolara, in provincia di Cosenza: quattro lavoratori impegnati nella raccolta delle fragole sono stati uccisi in un incendio doloso a bordo di un minivan. L’episodio ha avuto ricadute immediate sul dibattito pubblico, con mobilitazioni sindacali e interventi politici che hanno sollecitato una lettura non soltanto giudiziaria ma strutturale del fenomeno.
La strage di Amendolara e le vittime identificate
Quattro giovani braccianti sono morti bruciati vivi mentre erano diretti nei campi, la tragedia ha causato l’arresto di due persone identificate come i presunti caporali. Le vittime registrate sono Ullah Ismat Qiemi (19 anni), Safi Iayjad (27 anni), Amin Fazal Khogjani (28 anni) e Waseem Khan (29 anni).
Un sopravvissuto afghano, che condivideva il viaggio con le vittime, è riuscito a fuggire dal veicolo dopo aver rotto un finestrino e ha fornito elementi utili alle indagini. Secondo la sua testimonianza, i caporali usavano minacce con coltelli e pistole per costringere i lavoratori a restare e non venivano pagati per il lavoro svolto: «Ci davano cibo e casa, ma
