Caos al processo, con l’imputato, Marin Jelenic che ha dato in escandescenze in aula, tanto che l’uomo è stato ricondotto in cella.
Capotreno ucciso a Bologna, caos al processo: Jelenic dà in escandescenze
Marin Jelenic è accusato di aver ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio alla stazione di Bologna lo scorso 5 di gennaio.
Durante il processo, l’imputato ha cominciato a dare in escandescenze, non solo insultando l’avvocata a suon di parolacce, ma anche prendendo a calci e pugni la gabbia di vetro: “è un processo politico, condotto in modo indegno e mafioso e che l’Italia è un Paese mafioso.” Il pm della Procura bolognese, Michele Martorelli, gli contesta le aggravanti dei motivi abietti e di aver commesso il fatto vicino ad una stazione ferroviaria.
Capotreno ucciso, caos al processo: Jelenic riportato in carcere
Mentre era in corsa la testimonianza di Domenico Berardi, l’esperto nominato dalla Corte per una perizia psichiatrica, Marin Jelenic ha come detto dato in escandescenze, prendendo a pugni e calci la gabbia di vetro e insultando la sua avvocato. L’uomo è stato dunque allontanato dall’aula e ricondotto in carcere.
Da quanto si apprende la legale Marialuisa Marcucci avrebbe così chiesto di essere dispensata dall’incarico difensivo. Il presidente d’Assise, Pasquale Liccardo ha però detto all’avvocata che il comportamento di Jelenic, nonostante sia stato offensivo, non è motivo “per poter essere esonerata“. La richiesta della legale sarebbe comunque stata verbalizzata.
