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Un immigrato su quattro evita il Cpr e torna a delinquere: i casi a Ravenna

Un immigrato su quattro evita il Cpr e torna a delinquere: i casi a Ravenna

Dai furti allo spaccio, fino all’accoltellamento: nove persone tornate libere dopo la certificazione di inidoneità sono state nuovamente coinvolte in vicende giudiziarie.

Nove immigrati su 34 dichiarati non idonei al Cpr sono stati successivamente coinvolti in nuovi procedimenti penali. È uno dei dati emersi dall’inchiesta della Procura di Ravenna sulle certificazioni mediche rilasciate dall’ospedale Santa Maria delle Croci: tra i nuovi episodi contestati compaiono furti, spaccio, stalking, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e un accoltellamento. L’indagine riguarda 34 certificazioni ritenute sospette dagli investigatori e ha portato a misure nei confronti di otto sanitari.

Ravenna, un immigrato su quattro torna a delinquere dopo il mancato Cpr

Sono 34 le certificazioni di inidoneità al trattenimento finite nel mirino della Procura di Ravenna e, secondo i dati riportati da La Verità, nove persone sono state successivamente denunciate o arrestate per nuovi reati. Si tratta di circa un quarto dei casi esaminati: dopo essere tornati in libertà, alcuni degli stranieri sono ricomparsi nelle cronache giudiziarie per furti, spaccio, stalking, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e persino un accoltellamento.

Il dato si inserisce nell’inchiesta sulle attestazioni sanitarie rilasciate dall’ospedale Santa Maria delle Croci, che secondo l’accusa avrebbero permesso ad alcuni cittadini stranieri irregolari di evitare il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri. La Procura contesta a otto sanitari il rilascio di certificazioni ritenute false: tre medici sono stati sospesi per dieci mesi, mentre per altri cinque è stato disposto il divieto di occuparsi delle certificazioni.

Dal certificato ai nuovi reati: i casi finiti nel mirino degli investigatori

Come riportato da Il Secolo d’Italia, tra i casi ricostruiti dagli investigatori ci sarebbe quello di un guineano classe 1999. Il 10 luglio 2025 era stato accompagnato in ospedale per gli accertamenti necessari al trattenimento e la dottoressa lo aveva dichiarato non idoneo per un «sospetto quadro di malattia polmonare». Secondo gli inquirenti, tale quadro non avrebbe trovato conferma negli esami. Il 20 agosto, poco più di un mese dopo, l’uomo avrebbe accoltellato al volto il titolare del New Bar Bomber, per poi aggredire con calci e pugni i militari intervenuti. Nei mesi successivi sarebbe stato denunciato per furto, atti persecutori e minacce. Il 2 dicembre sarebbe tornato in ospedale e sarebbe stato nuovamente dichiarato inidoneo dopo una visita che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe durata cinque minuti. Nel gennaio 2026 sarebbe stato poi coinvolto in un episodio di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Gli investigatori avrebbero inoltre esaminato le vicende di un guineano di 29 anni già denunciato per diversi furti e dichiarato più volte non idoneo per una «documentata fragilità psichica», e di un tunisino classe 2006, che avrebbe evitato il trattenimento per «l’impossibilità di escludere potenziali infezioni» prima di essere arrestato, il 26 febbraio 2026, nell’ambito di un’operazione antidroga nella zona della stazione e dei giardini Speyer. Un nigeriano del 1986, sarebbe stato denunciato per minacce aggravate pochi giorni dopo una certificazione di inidoneità, mentre un bengalese di 26 anni, dopo due certificazioni avrebbe affrontato un arresto per stalking e furto.

Le difese dei sanitari respingono le accuse e sostengono la correttezza delle valutazioni cliniche. L’inchiesta della Procura è ancora in corso e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

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