L’aggressione alla prof Isabella Marsilio torna al centro delle indagini: gli investigatori stanno cercando di identificare le persone coinvolte nella diretta social dell’accoltellamento, mentre la docente racconta in tv le conseguenze dell’attacco e delle successive polemiche online.
Le parole della prof accoltellata a Roma: “Sono stata davvero triturata sui social”
Il tema dei social e della loro influenza sui più giovani è stato al centro anche della puntata di Verità Nascoste del 22 settembre, condotta da Milo Infante. Nel corso dell’intervista, la professoressa Isabella Marsilio ha invece affrontato le polemiche esplose online dopo l’aggressione, sostenendo di essere stata trasformata da vittima a responsabile agli occhi di una parte dell’opinione pubblica.
“Io sono stata davvero triturata sui social”, ha dichiarato la docente, spiegando che alcune sue pubblicazioni e dichiarazioni sui social avrebbero suscitato reazioni molto dure. Marsilio ha ribadito di sentirsi “molto in pace con la mia coscienza” e di non avere, a suo giudizio, nulla da rimproverarsi né sul piano professionale né su quello personale.
La professoressa ha parlato anche del 13enne che l’ha aggredita, ribadendo di averlo perdonato e chiedendo che non venga lasciato solo: “Non avere paura di tornare davanti a me, gli direi ‘cercami, vieni a trovarmi’”. Ha poi rivolto un pensiero alla famiglia del ragazzo, invitandola a prendere piena consapevolezza di quanto accaduto. Marsilio ha ricordato anche il compagno di classe che è intervenuto durante l’aggressione: “Devo molto a quel ragazzo e appena lo incontrerò gli darò un abbraccio”, ha detto, sottolineando che il suo intervento potrebbe aver evitato conseguenze ancora più gravi.
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Prof accoltellata a Roma, accertate le identità digitali della diretta: cosa emerge
Come riportato da Rai News, le indagini della Procura per i minorenni di Roma sull’aggressione a Isabella Marsilio, avvenuta il 18 settembre alla scuola media Giovanni Verga, potrebbero essere arrivate a una fase importante. Gli investigatori avrebbero infatti ricostruito l’identità digitale di quattro o cinque persone presenti alla diretta social durante l’aggressione. Il prossimo passaggio sarà associare quei profili a nomi e cognomi attraverso ulteriori accertamenti informatici, per verificare che cosa sapessero dell’azione e se possano aver avuto un ruolo nell’eventuale istigazione del 13enne, ancora ricoverato nel reparto di psichiatria infantile del Policlinico Umberto I.
L’inchiesta si concentra inoltre sulla circolazione delle immagini dell’aggressione e sui possibili ambienti online coinvolti nella loro diffusione. Resta da chiarire, in particolare, chi abbia pubblicato su TikTok il filmato accompagnato da messaggi in cirillico. Gli accertamenti dovranno quindi stabilire se le persone collegate alla diretta abbiano avuto una semplice funzione di spettatori oppure se abbiano avuto un ruolo più diretto nella vicenda.
