> > Precipitato in un'apertura del cantiere, muore dopo 7 mesi: arriva la condanna

Precipitato in un'apertura del cantiere, muore dopo 7 mesi: arriva la condanna

Precipitato in un'apertura del cantiere, muore dopo 7 mesi: arriva la condanna

Nazzareno Cristofalo era precipitato in un cantiere nel 2021 ed è morto sette mesi dopo: condannato a due anni il titolare dell'impresa.

Incidente sul lavoro e morte sette mesi dopo: Nazzareno Cristofalo, operaio di 58 anni, era precipitato in un’apertura di un cantiere a Verano Brianza. Per la vicenda è arrivata una condanna a due anni di reclusione per omicidio colposo.

Nazzareno Cristofalo, la caduta sul lavoro e la morte 7 mesi dopo

Il 13 maggio 2021, Nazzareno Cristofalo, operaio di 58 anni di Verano Brianza, è precipitato in una bocca di lupo, un’apertura presente nel cantiere di via Preda dove stava lavorando.

Dopo l’incidente, l’uomo è stato trasportato al San Gerardo di Monza, dove è stato ricoverato in terapia intensiva neurochirurgica. Le sue condizioni sono rimaste delicate anche dopo il ritorno a casa, fino a quando, sette mesi dopo l’infortunio, è stato colpito da un malore ed è morto.

Come riportato da Il Giorno, secondo la ricostruzione dell’accusa, la caduta sarebbe stata provocata dalla mancanza delle necessarie protezioni: l’impresa che aveva ricevuto i lavori in subappalto avrebbe infatti omesso di disporre un parapetto e un tavolato fissato solidamente per coprire l’apertura in cantiere.

La pubblica accusa ha quindi sostenuto che l’operaio fosse rimasto vittima di una trappola mortale in cantiere.

Precipitato nel cantiere e la morte 7 mesi dopo: condannato il titolare dell’impresa

Per la vicenda, sempre stando alle indiscrezioni de Il Giorno, il Tribunale di Monza pare abbia condannato a due anni di reclusione il titolare dell’impresa edile, residente nella Bergamasca, accusato di omicidio colposo.

Il fratello, imputato in concorso, sarebbe stato invece assolto perché, dopo un gravissimo incidente stradale, è diventato infermo di mente.

Nel processo si sono costituiti parte civile la moglie, i due figli e i nipoti di Cristofalo: la giudice Giulia Marie Nahmias ha riconosciuto loro il diritto al risarcimento, con una provvisionale di 100mila euro ciascuno per la vedova e i figli e 25mila euro per i nipoti. La difesa avrebbe però contestato il nesso tra l’infortunio e il decesso, sollevando dubbi anche sulla gestione sanitaria del decorso clinico. L’avvocato Amadeo Santamato aveva chiesto l’assoluzione e, in attesa delle motivazioni della sentenza, ha annunciato il ricorso in appello.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app