Non ce l’ha fatta Kujtim Osmani, il 19enne di Mansuè rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Motta di Livenza, nel Trevigiano. Il giovane è morto dopo due giorni trascorsi in terapia intensiva all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
L’incidente era avvenuto il 19 settembre, all’interno dell’area della ditta Arko, in via Istria.
Il ragazzo, di origine macedone e dipendente di un’impresa edile di Mansuè, si trovava sul posto per lavorare insieme al padre quando, per cause ancora da accertare, era precipitato per circa sette metri.
19enne precipita da un capannone: la caduta e le gravi ferite riportate
Dopo l’incidente, le condizioni del 19enne erano apparse subito molto gravi.
I soccorritori lo avevano trasferito d’urgenza al Ca’ Foncello, dove era stato ricoverato in terapia intensiva. Nella caduta il giovane aveva riportato un grave trauma cranico, la frattura del femore e altre lesioni. Nonostante le cure ricevute, nelle ore successive le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate, fino al decesso.
La notizia ha suscitato profondo dolore a Mansuè, dove il 19enne viveva e lavorava.
La tragedia riporta ancora una volta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei cantieri e nelle attività che comportano lavori in quota.
Accertamenti sulla sicurezza del cantiere
Sull’accaduto proseguono gli accertamenti dello Spisal e dei carabinieri, chiamati a ricostruire con precisione la dinamica dell’infortunio. Gli investigatori dovranno chiarire cosa abbia provocato la caduta e verificare le condizioni di sicurezza presenti nel luogo di lavoro al momento dell’incidente. Saranno inoltre esaminati gli aspetti relativi alle modalità con cui il giovane stava svolgendo l’attività lavorativa e alle eventuali misure di protezione adottate. L’inchiesta dovrà quindi stabilire le cause dell’incidente e verificare se siano state rispettate tutte le norme previste per la sicurezza dei lavoratori.
