Katia Ricciarelli si racconta senza filtri a La volta buona e riporta alla luce alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita. Dalla lunga malattia della sorella Anna alla morte di Maria Luisa, scomparsa a soli 29 anni, la cantante ha condiviso con Caterina Balivo ricordi familiari rimasti indelebili.
Katia Ricciarelli, lo straziante ricordo della sorella: “Morta in un incidente”
Ospite di Caterina Balivo a La volta buona, Katia Ricciarelli ha ripercorso alcuni dei momenti più delicati della propria vita, soffermandosi in particolare sul legame con le sorelle Anna e Maria Luisa. Parlando di Anna, la cantante ha raccontato la difficile condizione della donna, ricoverata da più di cinque anni in una Rsa e ormai incapace di parlare: «Da cinque anni è chiusa in una Rsa, non parla».
Una situazione che Ricciarelli definisce «una cosa tremenda» e che cerca di affrontare continuando a starle accanto. Ogni novembre, infatti, torna nella struttura per festeggiare il suo compleanno insieme agli altri ospiti: «Vado a festeggiarla, canto per lei e per tutti gli altri malati». Un gesto attraverso il quale prova a mantenere vivo quel rapporto familiare nonostante le difficoltà.
Maria Luisa morta a 29 anni: la tragedia che ha cambiato la vita di Katia Ricciarelli
Nel corso dell’intervista, Ricciarelli ha poi riportato alla memoria la morte della sorella Maria Luisa, scomparsa tragicamente a soli 29 anni in un incidente stradale. All’epoca la cantante aveva appena 15 anni. Maria Luisa stava andando con il marito e i figli a trovare la madre quando si fermò per aiutare la figlia: «La bambina si era slacciata un po’ la scarpa, lei si è abbassata per allacciargliela e una macchina l’ha presa in pieno». Una perdita che ebbe ripercussioni profonde sull’intera famiglia.
«Dopo la sua morte, mia mamma ha iniziato a lasciarsi andare. Alla fine sono rimasta da sola», ha ricordato Ricciarelli, raccontando anche quanto l’episodio sia rimasto impresso nella sua memoria: «Aveva solo 29 anni». La sua infanzia è stata caratterizzata da difficoltà economiche e da condizioni abitative molto precarie: «Non avevamo mai avuto niente, vivevamo tutte in una stanza insieme» e «non avevamo il bagno in casa». Proprio quelle esperienze hanno contribuito ad alimentare in lei la determinazione a costruire un futuro diverso: «Avevo una grande voglia di diventare qualcuno per la mia famiglia, ma anche per la mia passione». Una priorità che, come ha spiegato, è venuta prima persino del matrimonio, celebrato a 39 anni: «Prima di farlo dovevo sistemare tutte le cose».
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