Il 21 settembre 2026 la polizia peruviana ha convalidato due arresti in relazione all’omicidio di Susy Isabel Aponte Polo, nota come “La China Polo”. La giornalista, 44 anni, era anche candidata alle elezioni regionali programmate per il 4 ottobre nella regione di Áncash.
Fatti dell’attentato a Caraz
Sabato scorso, durante un comizio elettorale a Caraz, in provincia di Huaylas, un uomo armato ha sferzato una raffica di colpi contro il microfono dove Aponte stava intervenendo.
Oltre alla vittima, altri partecipanti sono rimasti feriti. L’aggressore è riuscito a fuggire, ma le telecamere di sicurezza della zona hanno catturato immagini decisive per le indagini.
Minacce premonitorie
Il giorno stesso dell’attacco, la vittima aveva pubblicamente avvertito di aver ricevuto minacce consistenti tra cui messaggi provenienti da persone detenute. La denuncia, resa sui social, aveva spinto la procura ad aprire un fascicolo e a richiedere l’analisi approfondita dei filmati.
Arresti di due cittadini venezuelani
Il capo della Polizia nazionale, Fredy López Mendoza è stato incaricato di dirigere personalmente le indagini. Il primo arresto è avvenuto immediatamente dopo l’omicidio; il secondo, avvenuto il giorno successivo, ha coinvolto un altro cittadino venezuelano, anch’egli sospettato di aver partecipato al delitto.
Motivazioni ancora oscure
Le autorità non hanno ancora fornito indicazioni sul movente dietro l’attacco. Aponte gestiva il portale “China Polo Dominical”, dove pubblicava inchieste su presunte irregolarità e corruzione all’interno delle forze di polizia. Il Consiglio della stampa peruviana ha sottolineato l’importanza di far luce su questo caso, ricordando che “altri casi di assassinio non sono stati chiariti”.
Un contesto di violenza contro i giornalisti
Nel corso dell’anno precedente, quattro giornalisti sono stati uccisi in Perù, una tendenza preoccupante per la libertà di stampa nel paese. L’omicidio di Aponte, avvenuto a meno di due settimane dalle elezioni regionali, è stato percepito come un chiaro segnale di intimidazione contro la stampa e le figure politiche emergenti.
Le forze dell’ordine hanno promesso di proseguire l’analisi delle registrazioni video e di approfondire i legami tra le minacce denunciate dalla vittima e gli arrestati. Il caso resta al centro dell’attenzione nazionale, con la speranza che la giustizia possa ripristinare la fiducia nella democrazia peruviana.
