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Il panorama dell’editoria italiana è in continua evoluzione. Recentemente, l’attenzione si è rivolta al gruppo Editoria Italia, controllato da Antonio Angelucci, il quale ha aumentato la sua partecipazione nel quotidiano milanese Il Giornale. Questa operazione strategica, avvenuta il 21 gennaio 2026, ha visto Angelucci acquisire un ulteriore 25% della società editrice, precedentemente detenuta da Paolo Berlusconi, portando così la sua quota complessiva al 65%.
Il nuovo assetto azionario
Il rafforzamento della posizione di Angelucci non è solo significativo per il controllo di Il Giornale, ma anche per il futuro del progetto editoriale stesso. Paolo Berlusconi, pur mantenendo una partecipazione del 5%, continuerà a ricoprire il ruolo di presidente onorario, garantendo così una certa continuità nella gestione e nella visione editoriale. Il restante 30% è in mano a Lmdv Capital, un family office di Leonardo Maria Del Vecchio, che si sta muovendo in altri ambiti del settore.
Strategie di acquisizione di Del Vecchio
Leonardo Maria Del Vecchio è attualmente al centro di voci riguardanti un’intensificazione della sua attività di acquisizione. Si ipotizza un possibile investimento per ottenere la quota di maggioranza delle attività editoriali di Quotidiano Nazionale, che comprende testate storiche come Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione. Questa operazione, il cui valore è stimato tra gli 80 e i 90 milioni di euro, potrebbe comportare un significativo consolidamento del mercato editoriale italiano.
Il futuro di Gedi e le sue sfide
Il movimento nel panorama editoriale prosegue. Il gruppo Gedi, collegato alla famiglia Agnelli-Elkann, è attualmente in trattative per la cessione de La Stampa a Sae di Alberto Leonardis. L’offerta di Sae, compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro, ha ottenuto un certo favore, anche grazie al supporto di fondazioni bancarie e a un progetto di integrazione industriale che promette economie di scala e ottimizzazione dei costi.
Le preoccupazioni per l’occupazione
Queste operazioni, tuttavia, hanno sollevato preoccupazioni all’interno delle redazioni, in particolare riguardo alla stabilità dei posti di lavoro e alla sostenibilità dei piani industriali. Le redazioni temono che le ristrutturazioni possano portare a riduzioni di personale e a cambiamenti significativi nell’approccio editoriale.
Possibili sviluppi per Repubblica
Un’altra testata sotto osservazione è Repubblica, la quale sta negoziando con un gruppo greco guidato da Kyriakos Kyriakou, editore di Antenna TV. Le voci suggeriscono che un accordo possa essere raggiunto prima dell’estate, aprendo a possibilità di ristrutturazione e cambiamenti significativi nel panorama informativo italiano. Gli editori greci sono interessati non solo a Repubblica, ma anche a testate minori che potrebbero non essere considerate strategiche nel loro portafoglio.
La continua evoluzione dell’editoria in Italia crea quindi uno scenario in cui le alleanze e le acquisizioni potrebbero definire il futuro dei media. Con Angelucci che si rafforza nel suo controllo de Il Giornale e Del Vecchio che guarda a nuovi orizzonti, il settore è destinato a subire ulteriori trasformazioni nei mesi a venire.