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Arresti e feriti a Torino durante la manifestazione per Askatasuna

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Due arresti e oltre 100 feriti caratterizzano la manifestazione contro lo sgombero del centro Askatasuna a Torino.

La città di Torino è stata teatro di scontri violenti durante una manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna, avvenuta il 31 gennaio. Questo evento ha portato a due arresti e a un bilancio di oltre 100 feriti, tra cui numerosi agenti delle forze dell’ordine. Gli eventi si sono intensificati a seguito dello sgombero del centro sociale avvenuto a dicembre, scatenando una mobilitazione che ha coinvolto attivisti da tutta Italia.

Dettagli sugli scontri e gli arresti

Due persone sono state arrestate durante il corteo, tra cui un giovane residente a Torino. In aggiunta, si registrano diverse denunce a piede libero per altre giovani donne coinvolte negli incidenti. Durante la serata del 31 gennaio, circa dieci persone sono state portate in questura per accertamenti, dimostrando l’intensità delle tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine.

Visita della premier e bilancio dei feriti

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visitato Torino per esprimere solidarietà agli agenti e ai militari coinvolti negli scontri. La premier si è recata anche all’ospedale Molinette per incontrare i feriti, tra cui un agente della polizia e un giovane aggredito dai manifestanti. Secondo i dati forniti dall’Azienda Zero, durante la manifestazione sono stati gestiti 103 trasferimenti di feriti, di cui 29 erano membri delle forze dell’ordine.

Il contesto della manifestazione

La manifestazione, che ha visto la partecipazione di oltre 15.000 persone, è stata indetta in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna, un luogo di aggregazione sociale a Torino. L’evento ha richiamato diversi gruppi e organizzazioni, con oltre 200 realtà che hanno aderito alla protesta, compresi centri sociali e comitati di quartiere. La situazione ha costretto le autorità a predisporre controlli rigorosi, con lunghe code al casello di Carmagnola.

Preparativi e organizzazione del corteo

L’Università di Torino ha deciso di sospendere le attività didattiche per garantire la sicurezza degli studenti, mentre Palazzo Nuovo è diventato un punto di aggregazione per i manifestanti. Gli organizzatori hanno stabilito tre punti di partenza per il corteo, che si è svolto in un clima di alta tensione e attesa. Tra i volti noti presenti, si segnalano il segretario della Cgil Piemonte e diversi artisti legati al mondo della musica e della cultura.

Le reazioni all’interno dell’università

Il dibattito sulla manifestazione ha coinvolto anche il mondo accademico. Alcuni docenti hanno espresso il loro sostegno alla causa, evidenziando l’importanza del centro Askatasuna come simbolo di resistenza sociale. Altri, invece, hanno criticato l’occupazione dell’università, sostenendo che l’istituzione non dovrebbe trasformarsi in un rifugio per manifestanti. Le opinioni sono state fortemente polarizzate, con studenti e docenti che si sono divisi tra chi sostiene l’occupazione e chi la condanna.

In conclusione, gli scontri di Torino rappresentano un episodio significativo di conflitto sociale e politico, evidenziando le tensioni tra le istituzioni e i movimenti di protesta. La manifestazione per Askatasuna ha riacceso il dibattito su temi cruciali come il diritto all’abitazione, la libertà di espressione e il ruolo dei centri sociali nella società contemporanea.