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I militanti di Askatasuna tornano in piazza: nuova protesta contro le politiche del governo

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Askatasuna, i militanti pronti a tornare in piazza: nuova manifestazione per confermare l’opposizione al governo. Ecco i dettagli dell'annuncio.

Il centro sociale Askatasuna resta al centro dell’attenzione nazionale, con i suoi militanti impegnati in mobilitazioni e iniziative di protesta. Dopo gli scontri di Torino, un nuovo annuncio desta preoccupazione tra politica e forze dell’ordine.

Askatasuna e l’attivismo che sfida il potere

Per gli attivisti, lo sgombero del 18 dicembre a Torino ha rappresentato un attacco simbolico non solo alla struttura, ma alla città stessa: “Colpire Askatasuna ha significato colpire un simbolo importante per la città”, viene riportato da La Presse.

Il centro sociale resta uno spazio aperto, dove la politica si fa dal basso e non nelle istituzioni, e dove l’obiettivo è garantire che rimanga accessibile e gratuito, evitando che logiche pubblico-privato ne alterino la vocazione collettiva.

Sottolineano inoltre come il dibattito sulla violenza semplifichi una realtà complessa: “Schiacciare il dibattito sul tema violenza è una scorciatoia per semplificare una realtà molto più complessa… Ci interessa confrontarci su quello che è il nodo politico”.

Per gli attivisti, chi protesta difende gli interessi della popolazione: “Meloni ha dichiarato che chi protesta è nemico dell’Italia. Noi pensiamo che chi protesta faccia gli interessi dell’Italia”.

Askatasuna, i militanti pronti a tornare in piazza: l’annuncio sulla data della protesta

Dopo la manifestazione nazionale e gli scontri dello scorso 31 gennaio a Torino, i militanti del centro sociale Askatasuna hanno annunciato nuovi momenti di mobilitazione. “Nei prossimi appuntamenti continueremo a portare in piazza l’opposizione sociale al governo e contro le guerre”, affermano, riferendosi alla due giorni di iniziative previste a Livorno il 21 e 22 febbraio e alla manifestazione programmata a Roma il 28 marzo.

Per gli attivisti, la giornata torinese ha rappresentato “un passaggio per costruire a livello collettivo e popolare l’opposizione al governo”, riunendo le diverse realtà che lottano su temi come casa, lavoro, welfare, diritti, formazione e tutela dei territori. I prossimi eventi, spiegano, vogliono proseguire questa linea, rafforzando un confronto dal basso e favorendo la partecipazione attiva dei cittadini: “possono essere fruttuose anche per i prossimi appuntamenti… che porteranno alla manifestazione del 28 marzo”.