> > Addio all'attore italiano, simbolo della scena teatrale: morto a 93 anni

Addio all'attore italiano, simbolo della scena teatrale: morto a 93 anni

Addio all'attore italiano, simbolo della scena teatrale: morto a 93 anni

La morte dell'attore italiano riaccende il ricordo di una stagione irripetibile del teatro, condivisa con Franca Nuti, compagna d’arte e di vita.

La morte dell’attore riporta l’attenzione su due figure che hanno segnato profondamente il teatro italiano del Novecento. Un’eredità artistica condivisa con Franca Nuti, compagna di vita e di palcoscenico, che continua a vivere nella memoria culturale del Paese.

Due anni fa l’addio alla moglie dell’attore scomparso

Franca Nuti è stata una delle interpreti più raffinate del teatro italiano del XX secolo, capace di attraversare decenni di scena con intensità espressiva e misura stilistica.

Nata a Torino negli anni Venti e divenuta milanese d’adozione, ha legato in modo profondo il proprio nome al Piccolo Teatro di Milano, dove ha lavorato a lungo, soprattutto sotto la guida di Luca Ronconi.

Nuti si è distinta per la capacità di affrontare testi complessi e personaggi di grande profondità, restituendo sempre una recitazione autentica e umanissima.

Accanto all’attività scenica, ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni: dal 1991 al 2010 è stata docente presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino, contribuendo alla crescita professionale di numerosi allievi.

Il suo talento è stato riconosciuto da importanti premi, tra cui due Premi Ubu, il Premio Flaiano come migliore interprete e alla carriera e il Premio Eleonora Duse.

Nel teatro ha trovato anche una famiglia, condividendo la vita con Giancarlo Dettori, dal cui amore sono nati due figli, in un sodalizio artistico e umano destinato a lasciare un segno duraturo.

“Se n’è andato”. Morto l’attore italiano che ha segnato un’epoca

Si è spento a 93 anni Giancarlo Dettori, figura di primo piano del teatro italiano e voce storica della radio. Attore capace di attraversare linguaggi e generazioni, ha lasciato un’impronta profonda nella cultura del secondo Novecento, arrivando a interpretare anche il primo Mago Zurlì in versione teatrale.

A comunicare la sua scomparsa è stata la famiglia, affidando al dolore parole dense di spiritualità: “Si è compiuto il tempo. Un’era lunga novantatré anni si dissolve nell’eterno, e il mio pianto diventa preghiera”.

Nato a Cagliari, Dettori si trasferì a Roma per perfezionare la propria formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, dando avvio a un percorso artistico lungo e autorevole. Il palcoscenico è rimasto sempre il suo luogo d’elezione, ma la sua presenza si è estesa anche alla radio Rai e alla televisione, dove dagli anni Settanta è stato attivo come conduttore. Ha collaborato con alcune delle istituzioni e dei maestri più influenti del panorama italiano, dal Piccolo Teatro di Milano a Giorgio Strehler, costruendo una carriera solida, riconoscibile e trasversale.

I familiari lo hanno salutato due anni dopo la scomparsa della moglie Franca Nuti, compagna di vita e d’arte.

Il figlio Carlo ha affidato al ricordo parole cariche d’amore: “Papà, hai varcato la soglia della luce. Ora sei con la tua Franchina nel luogo dove l’amore non conosce separazione”.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app