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Con l’introduzione del nuovo Isee, previsto dalla Legge di Bilancio, si delineano cambiamenti sostanziali nelle modalità di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Questa riforma ha l’obiettivo di migliorare l’accesso a prestazioni sociali fondamentali per le famiglie, rendendo il sistema più equo e inclusivo.
In particolare, la nuova versione dell’Isee, nota anche come Isee-bis, si applicherà a cinque specifiche prestazioni sociali, portando con sé vantaggi tangibili per i nuclei familiari con figli e per quelli in condizioni di difficoltà economica.
Cambiamenti significativi nel calcolo dell’isee
La riforma apporta modifiche rilevanti al calcolo dell’isee, escludendo il valore della prima casa dal patrimonio mobiliare. Questo significa che le famiglie con una casa di abitazione non vedranno il proprio patrimonio gravato da un valore che potrebbe ridurne l’accesso ai sussidi, un cambiamento che può favorire numerosi nuclei familiari.
Dettagli delle nuove franchigie
In base alla nuova normativa, la franchigia legata alla casa di abitazione passerà da 51.500 a 91.500 euro. Per le famiglie residenti nei comuni capoluogo delle Città metropolitane, tale franchigia aumenterà ulteriormente fino a 120.000 euro. Inoltre, per ogni figlio convivente aggiuntivo, è prevista una maggiorazione di 2.500 euro, il che dimostra un chiaro intento di supportare le famiglie numerose.
Le prestazioni sociali che beneficeranno del nuovo Isee includono l’assegno di inclusione, il supporto per la formazione e il lavoro, l’assegno unico e universale per i figli, il bonus asilo nido e il bonus per i nuovi nati. Queste misure mirano a migliorare le condizioni economiche delle famiglie in difficoltà, creando un sistema di sostegni più accessibile.
Incremento delle risorse e dei beneficiari
Si stima che, grazie alle nuove regole, il numero di famiglie che potrà accedere all’assegno di inclusione aumenti di circa 14.000 unità, con un impatto economico previsto di circa 119,3 milioni di euro. Per l’assegno unico e universale, si prevede un aumento medio di circa 10 euro mensili per 2,64 milioni di figli, un cambiamento che contribuirà a migliorare il potere d’acquisto delle famiglie.
Il ruolo dell’inps e la transizione verso il nuovo sistema
L’INPS avrà un ruolo cruciale nell’implementazione delle novità previste. A partire dal 1 gennaio 2026, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale procederà all’aggiornamento automatico delle attestazioni Isee, senza la necessità per le famiglie di presentare nuove domande. Tuttavia, fino all’approvazione definitiva dei decreti attuativi, potrebbero sorgere delle incertezze.
Tempistiche e modalità operative
In attesa del rilascio dei decreti attuativi, le famiglie che richiedono prestazioni come l’assegno di inclusione dovranno continuare a utilizzare l’Isee attualmente in vigore. Nonostante ciò, l’INPS ha garantito che le domande presentate verranno temporaneamente sospese in fase istruttoria, per essere successivamente ricalcolate secondo le nuove modalità. Questo processo di transizione è fondamentale per assicurare che nessuna famiglia venga esclusa dai benefici a cui ha diritto.
Il nuovo Isee rappresenta un passo avanti significativo per la politica sociale italiana, con l’intento di rendere più equo e accessibile il sistema di supporto alle famiglie. La riforma, se implementata con successo, potrà garantire un miglioramento tangibile delle condizioni economiche di molti nuclei familiari.