Una proposta incredibile è arrivata al Parlamento italiano complice il raggiungimento del numero minimo di firme e interesserebbe il consumo di tabacco in Italia con l’obiettivo di scoraggiarne l’utilizzo facendone aumentare il costo all’utente finale, scopriamo in dettaglio come verrebbe applicata.
Proposta arrivata in parlamento, firme di associazioni e oncologi
La proposta è arrivata in Parlamento dopo aver raggiunto il numero minimo di firme – 50.000 – e sarà discussa dai parlamentari.
Ricordiamo che non è obbligatorio rendicontare della discussione ai cittadini ed anzi spesso iniziative di questo tipo non vengono prese in considerazione.
L’idea è frutto di associazioni contro il cancro come l’AIRC o la Fondazione Umberto Veronesi tra le altre che in congiunzione con oncologi di fama internazionale puntano a dare un taglio deciso al consumo di tabacco, tra le cause più comuni di cancro nel nostro paese.
La proposta continuerà ad essere monitorata dai firmatari, spingendo per raccogliere un numero maggiore di firme così da catturare, per davvero, l’attenzione del Parlamento italiano.
Aumento di 5 euro a pacchetto, si partirebbe nel 2027
La proposta consisterebbe nell’aumentare di 5 euro a pacchetto le sigarette. Senza distinzione tra tabacco lavorato o sigarette elettroniche.
Di seguito riepiloghiamo le tipologie come riporta Fanpage.it :
- sigarette (5 euro per ogni pacchetto da venti)
- sigari o sigarilli
- tabacco trinciato per arrotorale o per pipa (5 euro ogni dieci grammi)
- tabacco riscaldato (confezioni di stick o cartucce equivalenti a venti sigarette)
- liquido da inalazione, con o senza nicotina (5 euro ogni dieci millilitri)
- quantità equivalenti per gli altri prodotti destinati a fumo o inalazione
La proposta qualora passasse sia al Senato che alla Camera entrerebbe in vigore a partire dal 1° gennaio 2027. L’intenzione è chiara: scoraggiare il consumo di tabacco, come peraltro fatto già da altri paesi europei.
I soldi derivanti dall’aumento delle sigarette verrebbero quindi investiti nella sanità pubblica finanziando il SSN.