Un centro pieno di persone. Le vetrine aperte, i tavolini, il traffico lento del sabato pomeriggio. Poi le urla. E il silenzio arrivato subito dopo.
L’auto sulla folla a Modena e il racconto dei testimoni dopo l’attacco
Le indagini della Procura di Modena proseguono per chiarire cosa sia accaduto davvero nel pomeriggio del 16 maggio, quando un uomo di 31 anni ha lanciato l’auto sulla folla travolgendo diversi passanti nel centro cittadino di Modena provocando otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni.
Una scena violentissima. Durata pochi secondi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato da Il Fatto Quotidiano, l’uomo avrebbe invaso il marciapiede con l’auto colpendo le persone presenti lungo la strada prima di terminare la corsa contro una vetrina. Restano ancora aperte più ipotesi sul movente. Gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro il gesto ci sia un quadro di forte instabilità psichica oppure altro.
All’ospedale di Baggiovara il dolore dei parenti dopo l’auto sulla folla a Modena
Nel frattempo, davanti all’ospedale di Baggiovara, continuano ad arrivare parenti e amici dei feriti. Volti tesi. Qualcuno parla poco. Altri restano in silenzio davanti all’ingresso del pronto soccorso.
Tra le testimonianze raccolte nelle ultime ore ci sono anche le parole della sorella di uno degli uomini rimasti feriti, uno chef che si trovava in centro al momento dell’impatto.
La donna, come racconta Alanews e ripresa anche da Il Fatto Quotidiano, ha raccontato quei momenti con frasi spezzate, ancora sotto shock: “Si ricorda tutto, è stato catapultato.” Avrebbe visto persone sbalzate per aria.
Poi un altro passaggio. Molto duro. “Pensava fosse una bomba”, ha aggiunto la donna parlando delle condizioni del fratello subito dopo l’attacco dell’auto sulla folla a Modena. Dichiarazioni raccolte all’esterno dell’ospedale mentre medici e forze dell’ordine continuavano a entrare e uscire dalla struttura.