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Caso choc a Palermo, auto trasformata in scuolabus abusivo: a bordo 14 minori

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Scoperto a Palermo un trasporto scolastico abusivo su un’auto privata: a bordo della Fiat 500L viaggiavano 14 minori, ben oltre i limiti consentiti.

A Palermo una donna è stata fermata dalla Polizia mentre trasportava a bordo della propria auto un numero di passeggeri ben oltre i limiti consentiti. Il caso riguarda un presunto “servizio di scuolabus” improvvisato con una Fiat 500L, utilizzata abusivamente per accompagnare a casa diversi alunni su richiesta dei genitori, ma in condizioni di grave sovraccarico e fuori dalle norme di sicurezza stradale.

Fiat 500L trasformata in scuolabus abusivo

Stando alle indiscrezioni di Tgcom24, la vettura coinvolta è una Fiat 500L, monovolume prodotta tra il 2013 e il 2022 in Serbia, nata per sostituire la precedente Multipla nel segmento delle auto familiari compatte. Lunga circa 414 centimetri, era progettata per ospitare comodamente cinque passeggeri, con una versione “Living” che arrivava fino a sette posti grazie a una maggiore lunghezza della carrozzeria e a due sedute aggiuntive ricavate nel bagagliaio.

Tuttavia, nessuna configurazione ufficiale sarebbe mai stata omologata per trasportare numeri di passeggeri così elevati come quelli riscontrati nel caso di Palermo, dove il carico a bordo risultava ampiamente superiore ai limiti consentiti e incompatibile con le norme di sicurezza stradale.

Fiat 500L trasformata in scuolabus abusivo: trovati 14 bambini a bordo

Come riportato da Rai News, durante un controllo stradale effettuato dagli agenti del commissariato San Lorenzo di Palermo, è emersa una situazione fuori dal comune. Una donna di circa quarant’anni, residente in città, aveva di fatto trasformato la propria Fiat 500L in un mezzo di trasporto scolastico non autorizzato, accompagnando quotidianamente alcuni alunni a casa su richiesta dei rispettivi genitori.

All’interno dell’auto, oltre alla conducente, si sarebbero trovati ben 14 minori: bambini tra i 7 e i 10 anni e un ragazzo di 14 anni. La donna avrebbe dichiarato di agire con il consenso delle famiglie, versione che sarebbe stata successivamente confermata dai genitori, convocati e identificati in commissariato.

Nonostante ciò, gli agenti avrebbero contestato alla guidatrice diverse violazioni del Codice della strada relative al trasporto di persone, in particolare il superamento del numero massimo consentito e il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza previste dall’articolo 169. I minori sono stati poi riconsegnati ai familiari, mentre l’episodio è stato segnalato alla Procura per i minorenni di Palermo.