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Autopsia e video: cosa emerge sul caso di Abderrahim Fakir a Bologna

Autopsia e video: cosa emerge sul caso di Abderrahim Fakir a Bologna

Nuovi dettagli emergono dall'autopsia di Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna dopo un intervento della polizia. Video e testimonianze rivelano aspetti inediti del caso.

La morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna il 19 luglio 2026, continua a sollevare interrogativi. L’autopsia effettuata sul suo corpo ha rivelato dettagli inquietanti, mentre nuovi video mostrano i momenti cruciali dell’intervento della polizia. La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica, vede ora al centro dell’attenzione le circostanze precise che hanno portato al decesso dell’uomo.

L’autopsia ha evidenziato la presenza di sangue vivo nei polmoni e la possibilità di uno schiacciamento. Questi elementi, tuttavia, non sono ancora sufficienti per stabilire con certezza se la forza utilizzata dagli agenti sia stata eccessiva o se le lesioni siano sopravvenute post mortem durante le manovre di rianimazione. Il legale dei due poliziotti coinvolti ha dichiarato che “l’accura analisi condotta in sede autoptica non ha fatto emergere alcunché riferibile a una azione eccessiva, violenta, da parte dei due agenti”.

I risultati dell’autopsia e le ipotesi investigative

I primi risultati dell’autopsia confermano quanto emerso dalla Tac ovvero che i polmoni di Fakir erano pieni di sangue. Questo elemento fa ipotizzare che l’uomo possa essere morto per asfissia soffocato dal proprio liquido ematico. Tuttavia, i periti incaricati dalla Procura dovranno stabilire entro 90 giorni se l’emorragia sia stata la causa diretta della morte o una concausa insieme ad altri fattori.

Tra i quesiti ancora aperti c’è l’analisi degli eventuali mezzi di contenimento utilizzati dalla polizia, compreso l’uso della forza fisica e dello spray al peperoncino. Gli specialisti dovranno anche valutare la presenza di fratture ossee interne o superficiali, studiando nel dettaglio la Tac ossea eseguita il 22 luglio e depositata il giorno successivo. Inoltre, sarà fondamentale esaminare eventuali pregresse patologie cardiache o disturbi psichici di Fakir, attraverso le sue cartelle sanitarie.

I video dell’intervento e le testimonianze

Nuovi video diffusi dal Tg di La7 e dal Tg regionale della Rai dell’Emilia-Romagna mostrano i momenti precedenti alla morte di Fakir. Le immagini, girate da residenti del quartiere Pilastro, confermano quanto dichiarato da alcuni testimoni e dalla questura di Bologna, che aveva parlato di una persona “in escandescenza”. Nel primo video si vede Fakir scalzo e steso a terra, in stato confusionale, mentre un agente gli dice: “Oh devi stare calmo”.

Un altro video, ottenuto dall’agenzia ANSA mostra Fakir ancora legato con le fascette alle caviglie e con le braccia dietro la schiena, mentre viene rianimato da quattro volontari della Croce Rossa. Il legale dei familiari di Fakir, Fabio Anselmo, ha dichiarato che “la rianimazione avviene mentre è ancora legato”, aggiungendo che “questo non è ammissibile, perché gli agenti avrebbero dovuto liberarlo”.

Intorno a mezzogiorno di domenica 19 luglio, Fakir si trovava tra il cortile interno e il parco di uno dei palazzi all’incrocio tra via Italo Svevo e via Alfredo Panzini. Secondo alcuni testimoni, prima di venire immobilizzato dalla polizia avrebbe danneggiato un’auto all’interno della quale c’era una persona. Gli agenti erano arrivati sul posto intorno alle 12:15 e avevano chiamato il 118. Circa un quarto d’ora dopo era arrivata un’ambulanza della Croce Rossa.

Le indagini e le dichiarazioni ufficiali

La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo coinvolgendo sei persone: i due agenti che hanno tenuto fermo Fakir e i quattro operatori sanitari presenti durante l’intervento. Nessuna di queste persone è formalmente indagata, ma è stata applicata una nuova norma che permette di non indicare una persona nel registro delle notizie di reato quando «appare evidente» che ha compiuto il fatto su cui si sta indagando in presenza di una «causa di giustificazione».

Il fratello di Fakir, presente durante l’intervento insieme alla sorella, ha dichiarato ai giornalisti che gli agenti avevano usato dello spray urticante contro Fakir, spruzzandoglielo anche in bocca. La questura ha fatto sapere che uno degli agenti intervenuti indossava una bodycam i cui video sono stati messi a disposizione dei magistrati per le indagini giudiziarie.

Non è ancora chiaro se Abderrahim Fakir avesse problemi di salute. Alcuni conoscenti, arrivati sul posto, avevano detto che era cardiopatico e che soffriva d’asma, ma per ora non ci sono conferme ufficiali. L’autopsia e gli accertamenti tossicologici potrebbero fornire ulteriori dettagli sulla sua condizione di salute e sulle circostanze della morte.

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