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Avanzamento del super tifone Bavi verso Taiwan e la Cina con raffiche fino a 290 km/h

Avanzamento del super tifone Bavi verso Taiwan e la Cina con raffiche fino a 290 km/h

Il super tifone Bavi ha raggiunto intensità estreme nelle Isole Marianne con venti fino a 290 km/h e ingenti accumuli di pioggia; ora si dirige verso Taiwan e la costa orientale della Cina, con landfall previsto l'11-12 luglio e rischi di alluvioni e mareggiate

Il super tifone Bavi si è sviluppato nel Pacifico occidentale con caratteristiche di eccezionale intensità, innescando una sequenza di eventi che ha già colpito duramente le Isole Marianne e le acque circostanti. Dopo una fase di rapida intensificazione il sistema ha mostrato un occhio ben definito e una struttura compatta tipica dei cicloni più potenti: in piena potenza i venti sostenuti hanno raggiunto valori dell’ordine di 285-290 km/h l’equivalente di un uragano di categoria 5.

Il fenomeno non è stato fatto solo di vento: nelle aree interessate si sono registrate precipitazioni estremamente abbondanti, con accumuli stimati tra i 300 e i 510 mm in 24 ore in alcune zone, provocando alluvioni lampo, colate di fango e interruzioni dei collegamenti. In questo articolo vengono riepilogati i dati di intensità, la traiettoria prevista tra il 10 e il 13 luglio 2026 e gli effetti attesi sulle coste di Taiwan e della Cina orientale.

Intensità e caratteristiche principali del sistema

Durante la sua fase di massimo irrobustimento il ciclone ha sfruttato temperature superficiali del mare particolarmente elevate e condizioni verticali di vento favorevoli, che hanno consentito una rapida intensificazione. Le immagini satellitari hanno mostrato un centro molto ordinato con un occhio nitido. Sebbene nelle ore successive si sia osservato un lieve indebolimento, Bavi ha mantenuto venti distruttivi compresi tra 200 e 250 km/h in molte fasi della sua evoluzione, con raffiche locali anche superiori.

Dati barici, dimensioni e onde

I monitoraggi hanno segnalato un minimo di pressione molto profondo, con valori fino a circa 923-940 hPa nelle rilevazioni più intense, e un raggio d’azione estremamente ampio: il diametro del sistema è stato stimato intorno a 900-1.300 km paragonabile per estensione a intere regioni. Attorno all’occhio si sono generate onde molto alte, con boe che hanno misurato onde fino a 15-16 metri un dato che contribuisce a rendere particolarmente pericolose le mareggiate costiere.

Traiettoria prevista e aree a maggior rischio (10-13 luglio 2026)

Nei giorni indicati, i modelli di traiettoria convergono su uno spostamento prevalente verso ovest-nordovest. Tra il 10 e l’11 luglio la perturbazione dovrebbe passare a nord-est delle Filippine, transitando al largo di Luzon e intensificando il monsone con piogge su ampie zone costiere. Successivamente il sistema sfiorerà le coste settentrionali di Taiwan e le isole meridionali del Giappone, come le Yaeyama e Okinawa.

Landfall in Cina e dissipazione

Il landfall sulla terraferma cinese è previsto tra la sera dell’11 luglio e la giornata del 12 luglio con probabile impatto lungo le coste orientali, incluse aree costiere del Fujian o zone meridionali a sud di Shanghai. Appena entrato in continente il ciclone dovrebbe perdere rapidamente energia per l’attrito superficiale e la mancanza di apporto di calore marino, declassandosi progressivamente a tempesta tropicale e dissipandosi entro il 13 luglio a ovest di Shanghai.

Impatto sulle comunità e fenomeni associati

Gli effetti principali attesi sono riconducibili a tre fattori: raffiche estreme piogge torrenziali con accumuli intensi e mareggiate legate allo storm surge. Sulle isole già travolte le infrastrutture hanno subito danni severi: interruzioni elettriche, comunicazioni azzerate e strade rese impraticabili da allagamenti e detriti. In zone costiere densamente popolate il rischio di inondazioni penetrate all’interno degli abitati è particolarmente elevato, soprattutto se sovrapposto a un livello del mare innalzato.

Oltre al danno diretto, la presenza di un vortice così ampio può modificare il flusso monsonico su vaste aree, provocando piogge intense anche dove non avverrà un impatto diretto dell’occhio. Le autorità locali mantengono livelli di allerta elevati, monitorando le condizioni e predisponendo evacuazioni e misure di protezione nelle zone più vulnerabili.

La situazione rimane dinamica: piccole variazioni nella rotta o nell’intensità possono cambiare significativamente l’area di massimo impatto. Per questo motivo le previsioni vengono aggiornate frequentemente nei bollettini tecnici, ma i fatti salienti restano l’eccezionale intensità che Bavi ha raggiunto e il potenziale di danno nelle aree costiere di Taiwan e della Cina orientale tra il 10 e il 13 luglio 2026.

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