Una perturbazione atlantica ha raggiunto l’Italia da mercoledì 9 settembre, determinando un marcato calo delle temperature e piogge diffuse soprattutto al Centro-Nord e sulle regioni tirreniche.
La svolta meteorologica ha interessato la Penisola dopo settimane di caldo anomalo; l’evento è seguito con attenzione dalle strutture di monitoraggio nazionale e internazionale. Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026.
Perché il cambiamento è rilevante
Il passaggio della perturbazione è significativo perché interrompe una fase di alta pressione con massimi fino a 1025 hPa che aveva mantenuto temperature anche di 6-8 gradi sopra la norma. Le proiezioni avevano indicato la seconda parte della prima settimana di settembre come potenziale punto di svolta e il fenomeno si è verificato entro il periodo previsto.
Durante i giorni antecedenti, il caldo aveva portato massime fino a 37-38 gradi in alcune aree come la Pianura Padana e la Calabria, con valori noti in città come Milano e Roma che si erano avvicinati a rilevazioni storiche.
Dove e quando si sono manifestati gli effetti
La perturbazione ha raggiunto prima la Gran Bretagna e la Francia e quindi si è estesa verso l’Italia.
I primi segnali si sono avvertiti martedì nelle regioni settentrionali, con instabilità sulle Alpi.
Mercoledì 9 settembre l’instabilità si è estesa al Centro-Nord con precipitazioni e fenomeni convettivi localmente intensi. Giovedì 10 settembre il maltempo ha coinvolto le regioni tirreniche, con persistente peggioramento su LazioToscana e Marche. Temporali residui sono stati segnalati venerdì e nel fine settimana al Sud.
Temperature, record e aspetti tecnici
Prima dell’arrivo della perturbazione il fine settimana aveva registrato un ultimo colpo di coda estivo con massime tra i 33 e i 35 gradi e punte fino a 37 e 38 gradi; lo zero termico era attestato sopra i 4.500 metri sulle Alpi.
A Milano si era ipotizzata la possibilità di battere il record mensile di 34,6°C mentre a Roma le massime erano attese tra i 35 e i 36 gradi, avvicinandosi al riferimento storico di 35,6°C del 1982.
Dichiarazioni e scenari a medio termine
Bernado Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha commentato: “E’ in arrivo un cambiamento sostanziale rispetto a quanto abbiamo visto finora. Si tratta della rottura di una lunga estate.”
Il Copernicus Climate Change Service ha indicato un segnale di temperature stagionali elevate su gran parte dell’Europa e maggior probabilità di precipitazioni nei settori meridionali e occidentali. I modelli hanno mostrato che il bel tempo poteva tornare già venerdì 11 settembre, con possibili temperature ancora sopra la media in alcune aree.
Le strutture di monitoraggio hanno raccomandato di seguire gli aggiornamenti regionali per la variabilità delle precipitazioni e per i possibili episodi convettivi localmente intensi.
