I ballottaggi comunali 2026 nelle principali città italiane restituiscono un quadro elettorale estremamente frammentato, caratterizzato da sfide serrate, alcuni ribaltoni e un generale calo dell’affluenza rispetto al primo turno. Lo spoglio, ancora in corso in diversi comuni, mette in evidenza equilibri politici molto ravvicinati e risultati spesso decisi da pochi punti percentuali, con esiti differenti tra centrosinistra e centrodestra a seconda dei territori coinvolti.
Ecco i primi risultati.
Ballottaggi comunali 2026: affluenza al 52,07%
Uno degli elementi più rilevanti della tornata amministrativa è il calo generalizzato della partecipazione. Il dato complessivo dei ballottaggi si ferma al 52%, in flessione di oltre otto punti rispetto al primo turno (60,48%), segnalando una diminuzione dell’interesse elettorale nella fase di secondo turno.
In diverse città questa dinamica appare ancora più marcata, incidendo potenzialmente sugli equilibri tra i candidati.
Ballottaggi comunali 2026, risultati dopo lo spoglio: i nuovi sindaci eletti
Lo spoglio nei diversi comuni al voto conferma una situazione complessivamente frammentata, con numerosi risultati ancora in bilico e diversi margini ridotti tra i candidati.
A Trani, il confronto tra Marco Galiano (centrosinistra) e Angelo Guarriello (centrodestra) resta estremamente ravvicinato: con 12 sezioni su 54, il candidato progressista mantiene un lieve vantaggio al 50,9% contro il 49%.
Anche sul piano della partecipazione il dato è significativo: “È calata di quasi 15 punti percentuali rispetto al primo turno”, con un’affluenza finale del 50,46%, elemento che contribuisce a spiegare la volatilità del risultato.
A Lecco il vantaggio del centrodestra con Filippo Boscagli (51,04%) su Mauro Garrinoni (48,96%) si inserisce in un contesto di equilibrio che non consente ancora certezze definitive. Situazione simile a Viareggio, dove il testa a testa tra Sara Grilli e Federica Maineri si gioca su pochi decimali: 50,58% contro 49,42%, con oltre metà delle sezioni ormai scrutinate e un esito ancora potenzialmente reversibile.
Più netta, invece, la tendenza a Chieti, dove Giovanni Legnini del campo largo si mantiene in vantaggio con il 53,73% su Cristiano Sicari (46,27%), mentre a Macerata si consolida progressivamente il risultato a favore del centrodestra. In particolare, con l’avanzare dello scrutinio, emerge il dato che sancisce la continuità amministrativa: “Sandro Parcaroli (candidato del centrodestra) è rieletto sindaco di Macerata”. Lo riporta Youtrend sui social.
A Agrigento, oltre al confronto tra Michele Sodano e Dino Alonge, emerge anche il dato sull’affluenza: “È stata del 41,03 % l’affluenza al ballottaggio per il sindaco ad Agrigento, in calo del 18,16% rispetto al primo turno quando aveva votato il 59,1% degli aventi diritto”. Con il 42% delle sezioni scrutinate, Sodano risulta nettamente in testa con il 71,73%, confermando una tendenza molto favorevole al centrosinistra in questa fase dello spoglio.
Nel Lazio, il dato complessivo del 55,49% evidenzia comunque un arretramento diffuso in tutti i comuni coinvolti: a Civita Castellana, Santa Marinella e Genzano di Roma si registrano cali compresi tra i 6 e gli oltre 7 punti percentuali rispetto al primo turno, con Genzano che segna la flessione più significativa.
Nel quadro dei risultati già definiti, particolare rilievo assume Vigevano, dove si conferma la continuità del centrodestra alla guida del comune. Paolo Previde Massara vince con il 57,3% dei voti, mentre Rossella Buratti si ferma al 42,6%, nonostante fosse risultata la più votata al primo turno. Il ribaltamento è attribuibile anche alla redistribuzione dei voti degli altri candidati esclusi dal ballottaggio, che hanno rafforzato l’area di centrodestra. L’affluenza, anche qui, si attesta su livelli più bassi: 45,54% contro il 52,03% iniziale.
Mentre da Arezzo arriva un altro esito ormai definito secondo YouTrend: Marcello Comanducci viene indicato come eletto sindaco, consolidando il quadro di affermazioni del centrodestra in diverse città medio-grandi, accanto a risultati più competitivi e ancora aperti in altri centri.
In Emilia-Romagna il centrodestra ottiene un parziale riscatto politico, conquistando i ballottaggi di Vignola e Comacchio, dopo che al primo turno il Partito Democratico e le sue coalizioni avevano prevalso nei comuni di Imola, Faenza e Cervia. A Vignola si afferma Angelo Pasini, che riporta la città delle ciliegie sotto il controllo del centrodestra, imponendosi in modo netto con circa il 63% dei consensi contro la sindaca uscente Emilia Muratori. A Comacchio, invece, il centrodestra conferma la guida del comune ma con un nuovo assetto politico: il sindaco uscente Pierluigi Negri, già in difficoltà dopo il primo turno e non più sostenuto dalla coalizione, era arrivato terzo, mentre al ballottaggio si impone Samuele Bellotti con il 57%, superando Walter Cavalieri Foschini, candidato del centrosinistra.
