Mentre il mondo cerca di isolare economicamente la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, un’inchiesta rivela come gli oligarchi più vicini a Vladimir Putin continuano a godere di uno stile di vita lussuoso, viaggiando con jet privati prodotti in Occidente. Nonostante le sanzioni, una rete di società intermediarie e registrazioni offshore permette a questi miliardari di aggirare le restrizioni e continuare a muoversi liberamente tra Mosca, Dubai e altre destinazioni.
La vita degli oligarchi russi è cambiata radicalmente dopo il 2026. Mete tradizionali come Londra, la Costa Azzurra e le Alpi svizzere sono state sostituite da destinazioni più accoglienti come gli Emirati Arabi Uniti, la Turchia e l’Azerbaigian. Tuttavia, il lusso e il comfort dei loro viaggi non sono stati intaccati, grazie a un sistema complesso che consente loro di accedere a jet privati di ultima generazione.
I viaggi dell’élite russa: destinazioni e jet di lusso
Sergey Chemezov, amministratore delegato del colosso della difesa Rostec, è uno dei principali beneficiari di questo sistema. Secondo le indagini, Chemezov avrebbe utilizzato un Bombardier Global 7500 da 75 milioni di dollari per almeno sei viaggi tra ottobre 2026 e gennaio 2026, diretti verso Dubai e altre località esotiche.
Chemezov, storico alleato di Putin fin dai tempi del KGB, ha spostato parte delle sue attività negli Emirati, dove possiede una villa a Palm Jumeirah.
Non è il solo. Arkady Rotenberg, imprenditore e amico storico di Putin, avrebbe avuto accesso a due Bombardier Global utilizzati per voli frequenti verso Emirati e Azerbaigian. Rotenberg, già sanzionato dal 2014 per il suo ruolo nelle grandi commesse pubbliche russe, continua a viaggiare senza problemi. Anche Igor Kasaev, magnate del tabacco, della distribuzione e dell’industria bellica, con un patrimonio stimato in circa 4,8 miliardi di dollari, ha importato nel 2026 un Bombardier Global Express Xrs.
Le destinazioni preferite degli oligarchi
Gli oligarchi russi hanno dovuto adattare le loro abitudini di viaggio. Mentre in passato preferivano destinazioni europee come Londra e la Costa Azzurra, oggi si sono spostati verso Paesi che non applicano le restrizioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea. Dubai, in particolare, è diventata una meta molto popolare, grazie alla sua posizione strategica e alla disponibilità di lussi e comfort. Anche la Turchia e l’Azerbaigian sono diventate destinazioni frequenti per questi viaggiatori d’élite.
Il sistema per aggirare le sanzioni: società intermediarie e registrazioni offshore
Il sistema che permette agli oligarchi russi di continuare a viaggiare con jet privati occidentali è complesso e sofisticato. Prima del 2026, gli oligarchi si appoggiavano a operatori europei con sede in Svizzera, Lussemburgo o San Marino. Dopo l’invasione dell’Ucraina, questi canali sono stati formalmente interrotti, ma sarebbero stati sostituiti da una rete più opaca di broker e società di gestione aeronautica.
Secondo i dati di Aviation Intelligence, diversi jet sarebbero stati acquistati tramite società terze, registrati in Paesi come Emirati Arabi Uniti, Oman, Kazakistan e Sudafrica, per poi essere messi a disposizione degli utilizzatori finali russi. In alcuni casi, gli stessi velivoli sarebbero transitati attraverso società europee prima del loro trasferimento finale in Russia. Al centro di questa rete figurerebbe anche la società viennese Avcon Jet e alcune sue controllate, che avrebbero gestito o registrato diversi aeromobili prima del loro passaggio a operatori russi.
L’azienda, citata nell’inchiesta, ha dichiarato di rispettare rigorosamente le norme sanzionatorie, mentre altri soggetti coinvolti non hanno risposto alle richieste di commento. Nonostante le dichiarazioni, il sistema continua a funzionare, permettendo agli oligarchi russi di continuare a viaggiare con jet di lusso senza subire le conseguenze delle sanzioni.
