In un sviluppo che ha scosso le relazioni tra Stati Uniti e Israele, il Pentagono ha recentemente elevato Israele al livello di minaccia critica per la sicurezza nazionale. Questa decisione segue una serie di incidenti che hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle attività di intelligence israeliane.
Il Defense Intelligence Agency (DIA) ha emesso un rapporto interno di sette pagine, identificando un aumento delle attività di spionaggio israeliane.
Secondo fonti interne, Israele sarebbe coinvolto in un’attiva sorveglianza di alti funzionari statunitensi per ottenere informazioni sulle deliberazioni private dell’amministrazione Trump riguardo alla guerra con l’Iran.
L’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Israele
La decisione del DIA di elevare Israele al livello di minaccia critica è arrivata in un momento di crescente tensione tra Washington e Gerusalemme.
La guerra con l’Iran, iniziata il 28 febbraio 2026, ha visto un cessate il fuoco in early Aprilma le divergenze strategiche tra i due alleati rimangono profonde.
Il presidente Donald Trump ha espresso pubblicamente il suo disappunto con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo f—ing crazy durante una telefonata. Trump ha criticato la pressione militare israeliana su Hezbollah in Libano, affermando che questa sta ostacolando i suoi sforzi diplomatici con l’Iran.
Nonostante ciò, Trump ha ribadito il suo apprezzamento per Netanyahu, dichiarando: We’ve worked very well together. I like Bibi a lot.
La storia delle attività di spionaggio israeliane
Le attività di spionaggio israeliane contro gli Stati Uniti non sono una novità. Uno dei casi più noti è quello di Jonathan Pollardun analista civile della marina statunitense arrestato nel 1985 per aver passato documenti classificati a Israele. Pollard è stato condannato a una pena detentiva di 30 anni, la più lunga mai inflitta a un cittadino americano per spionaggio a favore di un alleato.
Emily Harding, vice presidente del Centre for Strategic and International Studiesha affermato che Israele ha un servizio di intelligence iper-aggressivo e un forte interesse per le attività statunitensi. Questo ha portato a misure di sicurezza rafforzate per i funzionari americani in visita in Israele, come l’uso di telefoni usa e getta e laptop nuovi.
Le implicazioni pratiche della designazione critica
La designazione di Israele come minaccia critica ha implicazioni significative per le relazioni tra i due paesi. Secondo fonti interne, il Pentagono ha aumentato le misure di cautela per i funzionari statunitensi che interagiscono con i loro omologhi israeliani. Tuttavia, la condivisione di informazioni ad alto livello, in particolare riguardo all’Iran, continua.
Nonostante le tensioni, i funzionari hanno sottolineato che il monitoraggio reciproco tra alleati è una pratica internazionale standard. Tuttavia, le recenti attività israeliane sono state descritte come ben oltre ciò che è tipico e atteso.
La decisione del Pentagono di formalizzare queste preoccupazioni in un documento classificato di sette pagine segnala una frattura sempre più profonda tra Trump e Netanyahu, che va oltre le semplici divergenze tattiche.
