> > Allerta controspionaggio su Israele: il Pentagono eleva il livello a critico

Allerta controspionaggio su Israele: il Pentagono eleva il livello a critico

Allerta controspionaggio su Israele: il Pentagono eleva il livello a critico

Il Dipartimento della Difesa ha aggiornato una valutazione interna portando il livello di allerta per Israele a critico; tra i nomi citati figurano Steve Witkoff, Elbridge A. Colby e Michael P. DiMino IV, mentre l'ambasciata israeliana a Washington parla di accuse completamente false

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha elevato negli ultimi giorni a Washington il livello di controspionaggio relativo ad attività riconducibili a Israele, classificandolo come “critico”; la Defense Intelligence Agency ha formalizzato la valutazione in un documento interno. La misura ha riguardato possibili tentativi di monitorare le deliberazioni riservate del governo USA su Iran e operazioni in Libano.

La decisione pesa sulle relazioni tra Washington e Gerusalemme, mentre prosegue il confronto strategico successivo alla guerra con l’Iran e alle operazioni nel Libano. L’innalzamento di soglia indica rischi elevati per funzionari e personale militare statunitensi e ha comportato l’adozione di misure di protezione aggiuntive nelle interazioni con interlocutori esterni.

La valutazione DIA e la soglia “critica”

La DIA ha diffuso una valutazione di sette pagine, corredata da materiale grafico, che descrive una capacità israeliana di svolgere raccolta informativa sia umana sia tecnica a un livello ritenuto “critico”. Il focus riguarda presunti sforzi di sorveglianza su alti funzionari coinvolti nei processi decisionali sulla guerra con l’Iran e sulle operazioni nel Libanocon l’obiettivo di comprendere orientamenti interni statunitensi.

Nel dossier sono citati episodi valutati rilevanti e i nomi di referenti USA di alto profilo. Tra i funzionari menzionati compaiono lo speciale inviato della Casa Bianca Steve Witkoffil sottosegretario alla Difesa Elbridge A. Colby e il collaboratore Michael P. DiMino IV. La distribuzione della valutazione tramite messaggi interni ha accompagnato raccomandazioni operative per i reparti sicurezza e per il personale in contesti sensibili.

Episodi indicati e nuove misure di protezione

La relazione fa riferimento a metodi di sorveglianza considerati più aggressivi del consueto e a comportamenti mirati a intercettare discussioni politiche interne. Le misure aggiornate includono l’uso di dispositivi temporanei per le comunicazioni, accorgimenti in strutture alberghiere e protocolli rafforzati in trasferte, soprattutto in Paesi del Medio Oriente e in incontri con delegazioni straniere.

Nonostante l’allerta, il canale di condivisione informativa ad alto livello su dossier iraniani resta attivo, seppure con filtri più stretti. Funzionari hanno richiamato il monitoraggio reciproco tra alleati come prassi, ma hanno descritto le recenti attività come oltre il tipico per intensità e finalità. L’innalzamento a “critico” comporta controlli più severi e un monitoraggio più fitto delle interazioni istituzionali.

Reazioni ufficiali e tensione politica USA-Israele

L’Ambasciata israeliana a Washington ha definito le accuse “completamente false”, affermando che l’intelligence di Israele è rivolta esclusivamente ad attori ostili. La Casa Bianca ha bollato parte della narrazione come “falsa”, mentre il Pentagono non ha rilasciato commenti specifici sui contenuti della valutazione.

La decisione è maturata in un clima di rapporti tesi tra il presidente Donald Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahuacuiti dalla guerra con l’Iran iniziata il 28 febbraio 2026 e seguita da un cessate il fuoco a inizio aprile. In una telefonata dura Trump ha detto a Netanyahu: “Sei un fottuto pazzo”, criticando la pressione militare israeliana su Hezbollah in Libano che, a suo giudizio, ostacola iniziative diplomatiche con Teheran. In pubblico ha poi aggiunto: “We’ve worked very well together. I like Bibi a lot”.

Precedenti storici e impatto operativo

I rapporti di intelligence tra Stati Uniti e Israele hanno precedenti complessi, tra cui il caso Jonathan Pollard negli anni ’80, che ha lasciato un’impronta duratura sulle procedure di sicurezza. Esperti hanno descritto l’intelligence israeliana come “iper-aggressivo” con forte interesse per le attività statunitensi, giudizio che ha sostenuto l’adozione di misure rigide per funzionari americani in visita, come telefoni “usa e getta” e laptop dedicati.

Secondo fonti istituzionali, l’impatto della designazione “critica” si vede nella cautela crescente nelle interazioni bilaterali e nella segmentazione della condivisione di informazioni su Iran e Libano. Le raccomandazioni pratiche includono verifiche ambientali più frequenti, briefing di controspionaggio prima di incontri con parti straniere e limitazioni all’uso di dispositivi personali. Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app