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Fosforo bianco in Libano: segnalazioni a Nabatieh, Tiro e altri centri

Fosforo bianco in Libano: segnalazioni a Nabatieh, Tiro e altri centri

Immagini e filmati confermerebbero l'impiego di fosforo bianco in diversi centri del Libano, tra cui Nabatieh e Tiro; l'IDF respinge le accuse ricordando le procedure che limitano l'uso di tali proiettili in aree densamente popolate

Nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra le forze israeliane e le milizie nel sud del Libano sono emerse segnalazioni visive sull’impiego di fosforo bianco in aree con presenza civile. Le immagini e i filmati disponibili mostrano, in più punti, le caratteristiche scie di fumo e incendi riconducibili a munizioni a base di questa sostanza, nota per la sua capacità di incendiarsi a contatto con l’aria e per la difficoltà di essere estinta.

Per comprendere la portata dei fatti è utile richiamare due elementi: da un lato la localizzazione di alcuni episodi, dall’altro la risposta delle autorità militari coinvolte. I luoghi citati nelle segnalazioni includono centri urbani e siti strategici nel Libano meridionale, e alcuni filmati mostrano eventi distinti ma simili nella dinamica e nelle tracce lasciate dall’ordigno.

Segnalazione del 30 maggio a Nabatieh e operazioni sul castello di Beaufort

Il 30 maggio in prossimità di Nabatieh sono state osservate scie di fumo tipiche del fosforo bianco mentre forze armate avanzavano verso la conquista del castello di Beaufortun punto d’interesse tattico nella regione. Nei filmati si vedono colonne di fumo e focolai che, per forma e comportamento, corrispondono alle tracce lasciate da proiettili incendiari a base di fosforo, che possono provocare incendi diffusi e difficili da controllare.

La presenza del castello di Beaufort nel racconto degli eventi è significativa perché rappresenta una roccaforte strategica: l’attività militare attorno a siti fortificati tende ad aumentare l’intensità degli scontri e la probabilità di impiego di munizioni atte a creare cortine fumogene o incendi. Le immagini riferite a quella giornata costituiscono uno dei riferimenti temporali più precisi oggi disponibili e sono state analizzate per verificare la natura delle tracce.

Altri casi documentati: Tiro, Qlayaa, Khiam e Yohmor e la posizione dell’IDF

Successivamente al 30 maggio, filmati comparabili sono emersi vicino alla città costiera di Tiro e in prossimità di centri abitati quali QlayaaKhiam e Yohmor. In questi casi le immagini mostrano l’uso della stessa tipologia di munizioni in ambienti dove sono presenti civili, sollevando preoccupazioni sul rischio per la popolazione e sulle implicazioni legali relative al diritto internazionale umanitario.

Il fosforo bianco è impiegato comunemente dalle forze armate per creare cortine di fumo o per innescare incendi tattici; la sua pericolosità deriva dal fatto che si accende spontaneamente a contatto con l’aria e che le ustioni che provoca sono difficili da estinguere. Non tutte le applicazioni sono automaticamente illegali, ma il lancio deliberato di tali munizioni contro aree con civili o in zone densamente popolate può integrare violazioni delle norme internazionali.

Replica ufficiale dell’IDF

Interpellata sulle segnalazioni, l’autorità militare coinvolta ha respinto le accuse e ha richiamato le proprie procedure operative. Nella nota ufficiale viene affermato: “Le procedure dell’Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto”. Questa dichiarazione è il nucleo della difesa pubblica dell’istituzione rispetto alle immagini e ai video circolati.

La replica sottolinea inoltre che esistono circostanze operative che possono essere considerate eccezioni alle regole generali, ma non fornisce dettagli aggiuntivi relativi ai singoli episodi segnalati nelle località del Libano meridionale. La coesistenza tra filmati che mostrano effetti compatibili con l’uso di fosforo bianco e una smentita ufficiale lascia aperte domande sull’esatta dinamica di ciascun evento e sulle verifiche tecniche necessarie per accertarla.

Nel complesso, le segnalazioni per Nabatieh, Tiro, Qlayaa, Khiam e Yohmor hanno riportato all’attenzione il tema dell’impiego di munizioni incendiarie in contesti con civili presenti, sollevando un dibattito che coinvolge aspetti tecnici, legali e umanitari. L’analisi delle immagini e la dichiarazione delle autorità militari costituiscono i due elementi principali attualmente disponibili per valutare quanto accaduto.