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Nutrizione: come riconoscere le bufale alimentari secondo l'Istituto Superiore di Sanità

Nutrizione: come riconoscere le bufale alimentari secondo l'Istituto Superiore di Sanità

Gli italiani sono bravi a riconoscere le fake news sull'alimentazione, ma qualche dubbio persiste, soprattutto sul glutine. Ecco i risultati di un sondaggio e i consigli per orientarsi tra le informazioni corrette.

Gli italiani dimostrano una buona capacità di riconoscere le fake news sull’alimentazione, ma non sono ancora immuni da alcuni miti nutrizionali persistenti. Un recente sondaggio promosso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha rivelato che, mentre la maggior parte degli intervistati sa distinguere le informazioni corrette da quelle false, circa un terzo del campione nutre ancora dubbi sul glutine.

Il sondaggio, intitolato “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”, ha coinvolto oltre 4.000 partecipanti e i risultati sono stati presentati in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare. “Viviamo in un contesto in cui le informazioni circolano con una velocità senza precedenti”, ha sottolineato il presidente dell’Iss, Rocco Bellantone.

“Nel campo dell’alimentazione questo fenomeno è particolarmente evidente: fake news, miti nutrizionali e promesse di diete miracolose possono generare confusione, influenzare le scelte alimentari e compromettere l’adesione alle raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche.”

I risultati del sondaggio: italiani promossi a metà

I dati raccolti mostrano che il 93% dei partecipanti ha correttamente riconosciuto come falsa l’affermazione secondo cui eliminare i carboidrati dalla dieta rappresenta un modo efficace e salutare per dimagrire.

Allo stesso modo, il 90% ha identificato come falsa l’idea che i prodotti “light” o senza zucchero facciano automaticamente dimagrire. Il 77% ha risposto correttamente alla domanda relativa al consumo di frutta dopo i pasti, riconoscendo che non esistono evidenze scientifiche che ne sconsiglino l’assunzione. Infine, il 74% ha correttamente indicato che lo zucchero di canna è sostanzialmente equivalente allo zucchero bianco dal punto di vista nutrizionale.

Più articolata è risultata la questione del glutine: il 67% dei partecipanti ha riconosciuto che il glutine è dannoso esclusivamente per le persone affette da celiachiamentre circa un terzo dei rispondenti ha mostrato incertezza o ha fornito una risposta non corretta. Questo dato evidenzia come, nonostante i progressi, ci sia ancora bisogno di chiarire alcuni aspetti legati all’alimentazione.

Il decalogo anti-bufale dell’Istituto Superiore di Sanità

Per aiutare i cittadini a orientarsi nel panorama dell’informazione online, il Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss ha realizzato un decalogo basato sulle più recenti evidenze scientifiche sulla disinformazione. Ecco i dieci suggerimenti principali:

  • Diffida delle soluzioni semplici a problemi complessise qualcosa promette risultati rapidi e universali, è molto probabile che non sia supportato da evidenze solide.
  • Chiediti: da dove viene l’informazione?fonte, autore e competenza contano. Sui social, chiunque può diffondere contenuti senza qualifiche.
  • Attenzione al linguaggio emotivole fake news funzionano perché fanno leva su paura, speranza o indignazione.
  • Non confondere esperienza personale con evidenza scientificatestimonianze non equivalgono a prove. La scienza si basa su studi controllati e replicabili.
  • Fai attenzione alle informazioni parzialimolte informazioni non sono completamente false, ma incomplete o decontestualizzate.
  • Diffida dei “consensi sociali” (like, condivisioni, follower)la popolarità non è sinonima di verità.
  • Non rimanere nella tua “bolla”riconosci i tuoi bias cognitivi, ossia la conferma di quello in cui credi.
  • Controlla se esiste consenso scientificoun singolo studio non basta. Le raccomandazioni affidabili derivano dalla valutazione complessiva delle evidenze.
  • Fermati prima di condividereun semplice “pausa e verifica” riduce significativamente la diffusione di fake news.
  • Allena il pensiero criticoimpara a riconoscere le fonti affidabili e a valutare criticamente le informazioni.

“L’obiettivo – conclude Laura Rossidirettrice del Reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell’Iss – è che questo decalogo possa diventare uno strumento utile per cittadini, professionisti della salute e operatori della comunicazione.”