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Allarme alimentare: come riconoscere i lotti di moringa e coriandolo richiamati

Allarme alimentare: come riconoscere i lotti di moringa e coriandolo richiamati

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro di un lotto di polvere di moringa e di un lotto di semi di coriandolo: ecco come individuare i prodotti interessati e cosa fare

Il Ministero della Salute ha segnalato, il 28/04/2026, due richiami alimentari che riguardano prodotti di largo consumo: una confezione di polvere di moringa e un lotto di semi di coriandolo. Le motivazioni alla base dei ritiri sono differenti: nel primo caso si è riscontrato un rischio microbiologico, nel secondo un rischio chimico legato a residui di pesticida non autorizzato.

Nella comunicazione ufficiale sono stati forniti i dati necessari per identificare esattamente i prodotti interessati, con numeri di lotto e termini minimi di conservazione. Le autorità raccomandano di non consumare le confezioni segnalate e di restituirle al punto vendita per il rimborso o il ritiro sicuro; la procedura nasce dall’esigenza di tutelare la salute pubblica e garantire la trasparenza lungo tutta la filiera.

Il richiamo della polvere di moringa

Il primo avviso riguarda un lotto di polvere di moringa biologica commercializzato con il marchio Erbavoglio. L’allerta è stata attivata a seguito di controlli ufficiali sulla materia prima che hanno evidenziato la presenza di Salmonella Spp.. Il prodotto oggetto del richiamo è venduto in confezioni da 200 grammi, con numero di lotto MPCHS1224 e termine minimo di conservazione TMC 31/12/2027.

La polvere è stata confezionata da Erbavoglio Production Srl, nello stabilimento di via Galvani 6 a San Zeno Naviglio (provincia di Brescia).

Contesto e osservazioni precedenti

Questo richiamo segue un precedente avviso pubblicato all’inizio di marzo relativo a un integratore in polvere a base di moringa a marchio Rosabella proveniente dagli Stati Uniti, associato a un focolaio di salmonellosi con ceppi resistenti agli antibiotici. Sebbene non ci sia una conferma ufficiale della relazione, le autorità ipotizzano che potrebbe trattarsi della stessa materia prima o di filiere comuni, per cui è importante monitorare ogni aggiornamento e adottare misure precauzionali contro la contaminazione microbica.

Il richiamo dei semi di coriandolo

Il secondo richiamo riguarda un lotto di semi di coriandolo venduto con la dicitura “Whole Dhania Coriander Seeds” a marchio TRS. In questo caso il problema non è microbiologico ma chimico: i controlli hanno rilevato tracce di clorpirifos, un pesticida organofosforo non autorizzato nell’Unione Europea. Il prodotto interessato è in confezioni da 100 grammi, con numero di lotto 5 226L4 e TMC 08/2027. I semi sono stati confezionati da TRS Wholesale Co. Ltd in uno stabilimento nel Regno Unito.

Implicazioni per la filiera

Il riscontro di clorpirifos mette in luce la necessità di controlli stringenti anche per prodotti importati e per spezzare possibili punti critici nella catena di approvvigionamento. La presenza di pesticidi non autorizzati può derivare da pratiche agricole in paesi terzi o da contaminazioni accidentali durante il confezionamento; per questo motivo le autorità sanitarie intensificano le verifiche sui lotti sospetti e richiedono la collaborazione degli operatori del settore.

Cosa fare se si è in possesso dei prodotti richiamati

Se hai acquistato una delle confezioni coinvolte è consigliabile verificare immediatamente i dati riportati sulla confezione: controlla il numero di lotto, il peso e il termine minimo di conservazione indicati sopra. In caso di corrispondenza non consumare il prodotto, non gettarlo nella raccolta domestica senza aver prima informato il punto vendita: la procedura corretta è restituire la confezione al rivenditore per ottenere il rimborso o lo smaltimento sicuro. Per sintomi sospetti dopo l’assunzione (come disturbi intestinali), contatta il medico e segnala l’episodio alle autorità sanitarie locali.

Da inizio 2026 sono già stati segnalati numerosi provvedimenti legati alla sicurezza alimentare: secondo i registri pubblicati, 82 richiami hanno interessato complessivamente 192 prodotti. Questo dato sottolinea l’importanza di una vigilanza continua e dell’informazione tempestiva ai consumatori: controllare etichette, lotti e avvisi sul sito del Ministero della Salute rimane la miglior pratica per prevenire rischi evitabili.