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Richiamo ostriche per Norovirus: come comportarsi se le si ha acquistate

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Un'analisi sia del gruppo di supermercati che del Ministero della Salute ha idenficato il lotto infetto ed ha diramato tutte le indicazioni per controllarlo ed eventualmente portarlo dove lo si è acquistato.

I casi di alimenti infetti o andati a male capitano nei supermercati ed è buona prassi delle stesse aziende di GDO segnalare quando un alimento è pericoloso per la salute e come far comportare il cittadino nel caso egli lo ha acquistato così da salvaguardare la propria salute.

Alimenti scaduti o infetti come ci si deve comportare

Se si è in possesso di alimenti scaduti o che dopo controlli sono risultati infetti la scelta migliore è non consumarli. Se è possibile portarli al punto vendita, ad esempio nell’ambito di una campagna di segnalazione, è bene farlo, altrimenti lo si butta.

La decisione di non consumarlo oltre a salvaguardare la salute è positiva perché si evita di far peggiorare il processo.

Certo buttare il cibo è peccato ma se questo va a danneggiare seriamente la salute non è un gesto negativo.

Massima attenzione quindi alla data di scadenza e a segni inequivocabili di un alimento andato a male, in primis il colore che cambia e possibili rigonfiamenti anomali oltre al forte odore, chiaro indice che qualcosa non è andato nel verso giusto.

Ostriche colpite da Norovirus, il messaggio della nota catena

La catena di supermercati Esselunga ha fatto richiamare un lotto di Ostriche a marchio “La delicata di Sardegna” per presenza del patogeno Norovirus genoma II.

Le ostriche, come riporta QuiFinanza.it, sono prodotte da L’Acquachiara SRL e distribuite sotto il marchio I.Wai.Food. Lo stesso lotto è stato richiamato diversi giorni fa dal ministero della salute. Di seguito i dati necessari all’identificazione:

Lotto – 26-B1885

il marchio di identificazione del produttore, IT 560 CSM UE;

la data di scadenza riportata sulla confezione, 28 maggio 2026;

il peso della confezione: 500 grammi.

Se si ha acquistato il prodotto è bene non consumarlo e consegnarlo al punto vendita così da certificarne il rientro allo stabilimento. Se lo si riporta non aperto al negozio dove lo si è acquistato con la prova scontrino si ha diritto al rimborso dell’importo.