Pavel Durov, il miliardario fondatore di Telegramha lanciato una dura critica contro le politiche di censura e di sovranità digitale della Russia, sostenendo che queste misure stanno in realtà allontanando il paese dall’obiettivo di indipendenza tecnologica.
In un post pubblicato sul suo canale TelegramDurov ha affermato che la censura e i blocchi internet non hanno fatto altro che spingere la Russia lontano dalla vera sovranità digitaleun obiettivo che il paese perseguiva da anni per ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale.
Le accuse di Durov contro le politiche tecnologiche russe
Durov ha criticato aspramente le autorità russe, sostenendo che le misure di controllo stanno creando un sistema di facciata senza risolvere i problemi di fondo. È solo un cambiamento di packaging senza modificare la realtà di base
ha scritto, paragonando le politiche russe a villaggi Potëmkin con un sapore di corruzione.
Il fondatore di Telegram ha anche accusato le autorità russe di aver provocato una fuga di cervelli tra gli esperti tecnologici, che sono costretti a lasciare il paese per mancanza di opportunità. L’ufficiale russo che ha rotto internet e ha fatto tornare indietro il paese di decenni sotto la bandiera della sovranità digitale merita una medaglia per la sicurezza nazionale…
dagli Stati Unitiha affermato Durov.
Le restrizioni su Telegram e le accuse di sorveglianza
Negli ultimi giorni, le autorità russe hanno intensificato le restrizioni su Telegramrendendo difficile l’uso della piattaforma senza un VPN. Le autorità hanno giustificato queste misure con preoccupazioni di sicurezza nazionalesostenendo che le app di messaggistica come Telegram e WhatsApp potrebbero essere utilizzate per attività criminali o terroristiche.
Telegram ha respinto queste accuse, definendo le restrizioni un tentativo di forzare gli utenti a passare a Maxun’app di messaggistica supportata dallo stato. Critici, tra cui Durov, sostengono che Max sia stata creata per sorveglianza di massa e censura.
La posizione di Durov sulla sovranità digitale
Durov ha sostenuto che, senza un sistema operativo mobile nazionalequalsiasi app, sia nazionale che stranierarimane vulnerabile alla sorveglianza e alla censura degli Stati Uniti. Senza un ecosistema mobile nostro, la sovranità digitale rimane un mito
ha affermato.
Le critiche di Durov arrivano in un momento di crescente tensione tra la Russia e l’Occidente, con Mosca che cerca di rafforzare il controllo sul suo spazio digitale. Tuttavia, le misure adottate finora sembrano aver avuto l’effetto opposto, allontanando il paese dalla vera indipendenza tecnologica.
