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Sindaco di Pennabilli alla festa delle Repubblica con la Camicia Nera, insorge l'ANPI

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Il caso del sindaco che il 2 giugno ha indossato la camicia nera ad un evento pubblico, la denuncia dell'ANPI che condanna lo spiacevole episodio.

La Festa della Repubblica del 2 giugno è stato un evento che ha portato in giro per la nazione svariati eventi in ricordo degli 80 anni della Repubblica Italiana e non potevano mancare le riunioni dei sindaci dei comuni italiani, il caso avvenuto per la regione Emilia-Romagna ha avuto molta attenzione mediatica.

2 giugno, 80 anni di Repubblica Italiana

Il 2 giugno ha rappresentato la celebrazione degli 80 anni della Repubblica Italiana un traguardo importante per la nazione che ha visto parlare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presente alla parata delle forze armate a Roma.

Giorgia Meloni anche lei impegnata in eventi sul territorio e sui social con un messaggio che ha testimoniato i valori in cui crede la nazione e che hanno permesso di raggiungere questo importante riconoscimento.

Gli altri esponenti politici hanno celebrato l’unità nazionale e per un giorno il paese è stato al centro dei pensieri della politica, senza distinzione di schieramenti o di ideali.

Rimini, bufera sul sindaco con la camicia nera

Il caso più emblematico del 2 giugno arriva da Rimini, luogo dove si è tenuto l’incontro dei sindaci dei comuni presenti nella regione Emilia-Romagna.

Difatti come riporta Today.it nella foto di gruppo si vede un primo cittadino, Mauro Giannini, sindaco di Pennabilli indossare una camicia nera, chiaro simbolo di adesione al fascismo.

L’ANPI ha condannato in una nota il gesto, pur non facendo per rispetto il nome di Giannini, ma segnalando come questo sia avvenuto alla presenza del Prefetto, delle associazioni civili e militari, nonché dei cittadini.

La nota si chiude con un commento emblematico: “una grave offesa alla memoria della Resistenza e ai valori su cui si fonda la Repubblica“.

Giannini dal canto suo non ha mai nascosto la propria fede politica, in passato aveva dichiarato “di essere nato e di voler morire con la camicia nera“. E all’apposita domanda ha ammesso – “credo in quei valori per cui il fascismo non è famigerato e credo di essere animato da un certo spirito fascista“.