Argomenti trattati
Un bambino di due anni è ricoverato in condizioni gravissime al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore risultato danneggiato. Il piccolo è assistito con Ecmo in attesa di un eventuale nuovo organo. La direzione sanitaria ha convocato specialisti nazionali per una valutazione multidisciplinare condivisa del caso. La procura di Napoli ha aperto un’indagine per ricostruire la catena del trasporto dell’organo e verificare eventuali responsabilità mediche.
La valutazione clinica e il coinvolgimento di esperti
Il centro di cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha convocato un Heart Team composto da professionisti delle strutture con i maggiori volumi di trapianto pediatrico in Italia. La rivalutazione congiunta, inizialmente programmata per il 16 febbraio, è stata rinviata al 17 e quindi al 18 febbraio. L’obiettivo è acquisire un parere multidisciplinare sullo stato clinico del bambino e sulla fattibilità di un nuovo intervento. Nel frattempo il piccolo resta formalmente nella lista dei trapiantandi: la direzione ritiene che permangano condizioni che consentano di valutare ulteriori tentativi terapeutici. Questo aggiornamento segue l’apertura di un’indagine da parte della procura di Napoli sulla catena del trasporto dell’organo e su eventuali responsabilità mediche.
Criteri medici e rischi di un nuovo trapianto
In seguito all’apertura dell’indagine sulla catena del trasporto dell’organo, il confronto clinico si è concentrato sulla fattibilità di un secondo intervento. Il Bambino Gesù di Roma, consultato per un parere, ha manifestato forti riserve.
I medici richiamano la presenza di complicanze gravi già insorte, tra cui emorragia cerebrale e un’infezione non controllata. Sono inoltre segnalate insufficienze d’organo su fegato, reni e polmoni. Questi fattori aumentano il rischio operatorio e la probabilità di esito infausto.
Secondo gli esperti, le terapie immunosoppressive necessarie per prevenire il rigetto aggraverebbero ulteriormente il quadro clinico. Tale regime terapeutico rende più probabili complicazioni infettive e aumenta la mortalità perioperatoria.
L’inchiesta sulla catena del trapianto
In seguito alla terapia immunosoppressiva e ai rischi perioperatori, la Procura di Napoli ha avviato verifiche sulla gestione logistica dell’organo.
Il fascicolo è coordinato dall’aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante. Sei sanitari risultano iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose.
Al centro dell’accertamento vi è la fase del prelievo, del trasporto e del trasferimento dell’organo. Il 23 dicembre un cuore espiantato a Bolzano è stato trasferito a Napoli e impiantato, ma è risultato subito non funzionante.
Gli investigatori intendono ricostruire ogni passaggio della catena logistica e sanitaria che avrebbe dovuto preservare l’integrità dell’organo. Sono in corso accertamenti tecnici e consulenze specialistiche per valutare responsabilità e cause dell’esito negativo.
Sequestro del contenitore e perizie tecniche
Proseguendo gli accertamenti già avviati, la procura ha delegato ai carabinieri del Nas il sequestro del contenitore impiegato per il trasferimento dall’Ospedale San Maurizio al Monaldi. Il dispositivo, progettato per garantire condizioni termiche controllate, sarà sottoposto a perizia tecnica. Le consulenze mirano a verificare eventuali malfunzionamenti o errori d’uso che possano avere inciso sull’esito dell’intervento.
Tra le ipotesi in esame figura l’impiego di ghiaccio secco anziché ghiaccio tradizionale durante il trasporto. L’uso improprio del materiale potrebbe avere determinato sbalzi termici in grado di danneggiare il tessuto cardiaco. Gli esperti esamineranno i dati di temperatura registrati, la documentazione di trasporto e i materiali utilizzati per il confezionamento.
Le verifiche tecniche includono analisi strumentali dei sistemi di controllo termico e la ricostruzione della catena di custodia dell’organo. Dal punto di vista medico-legale saranno valutati i possibili effetti delle variazioni termiche sui tessuti. Le indagini proseguiranno con acquisizione di dichiarazioni e perizie specialistiche per chiarire responsabilità e cause dell’esito negativo.
Controlli amministrativi e reazioni istituzionali
Dopo l’avvio delle indagini, le verifiche proseguiranno con acquisizioni documentali e dichiarazioni dei soggetti coinvolti, oltre alle perizie tecniche già in corso.
Parallelamente all’attività giudiziaria sono state avviate ispezioni amministrative. Il ministero della Salute ha inviato ispettori per valutare l’intera procedura, dall’espianto al trapianto, nelle strutture interessate. La Regione Campania ha attivato accertamenti tramite la Direzione generale per la Tutela della Salute. Entrambi gli approfondimenti mirano a chiarire responsabilità e ad accertare l’adeguatezza delle pratiche cliniche e logistiche adottate.
Le autorità hanno sottolineato la necessità di massima trasparenza e di verifiche oggettive. Sono previsti ulteriori rilievi tecnici e l’analisi della documentazione sanitaria per stabilire eventuali responsabilità amministrative e procedurali.
Il ruolo della famiglia e il clima di sfiducia
Dopo l’avvio delle verifiche, la famiglia del bambino ha formalizzato la denuncia l’11 gennaio tramite l’avvocato Francesco Petruzzi. La denuncia solleva dubbi sulle modalità di comunicazione della dinamica dell’intervento e sul seguito investigativo.
La madre ha appreso da un quotidiano che l’organo poteva essere stato danneggiato. Per questo motivo ha richiesto una perizia indipendente presso il Bambino Gesù.
Il legale ha inoltre chiesto un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e l’acquisizione di tutta la documentazione relativa all’intervento. Secondo la difesa, non sarebbero state verificate adeguatamente le condizioni del cuore prima dell’impianto.
Le contestazioni della famiglia saranno valutate nell’ambito delle acquisizioni documentali e delle perizie tecniche già avviate dalle autorità competenti.
Il bambino resta in condizioni stazionarie nella gravità: è in coma farmacologico e dipende da supporto di circolazione e respirazione extracorporee da quasi due mesi. All’esterno dell’ospedale si sono tenute iniziative di solidarietà a sostegno della famiglia. Le autorità, mantenendo un approccio prudente, attendono gli esiti delle perizie tecniche, delle ispezioni amministrative e delle indagini in corso. Le valutazioni della famiglia saranno integrate nelle acquisizioni documentali già avviate dalle autorità competenti.