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Giorgio Armani, il biopic in Ungheria: dopo Bugatti un altro addio all'Italia

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Andrea Iervolino annuncia che anche il biopic su Giorgio Armani diretto da Bobby Moresco sarà prodotto in Ungheria. In due settimane, l’Italia perde 335 milioni di dollari di investimenti

Dopo lo spostamento della produzione di Bugatti – The Genius in Ungheria, con un investimento superiore ai 200 milioni di dollari, anche il biopic dedicato a Giorgio Armani seguirà la stessa strada. TAIC Funding annuncia ufficialmente che il film, diretto dal premio Oscar Bobby Moresco in collaborazione con il produttore italo-canadese Andrea Iervolino, non sarà girato in Italia, ma interamente prodotto in Ungheria.

Il biopic rappresenta un investimento stimato di circa 135 milioni di dollari e rientra nella slate internazionale di produzioni del gruppo per il biennio 2026–2027.

In totale, in appena due settimane, l’Italia perde così circa 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici legati a due grandi produzioni internazionali dedicate a icone italiane.

Giorgio Armani, il biopic all’estero, perché

La scelta della location delle riprese è maturata dopo un’attenta revisione del piano di investimento e un confronto con il pool di banche e fondi statunitensi che supportano TAIC Funding, alla luce dell’attuale contesto produttivo e amministrativo italiano.

Fonti vicine alle istituzioni finanziarie statunitensi confermano che le decisioni non derivano da valutazioni artistiche o industriali né dalla qualità del talento italiano, ma dall’incertezza amministrativa strutturale che ha progressivamente eroso la fiducia degli investitori internazionali.

Diverse grandi banche americane non considerano più finanziabili produzioni basate in Italia a causa di ritardi burocratici, discrezionalità locale e applicazione non uniforme della legge.

Andrea Iervolino, continuerò a raccontare l’Italia al mondo

Andrea Iervolino ha dichiarato: «Sono profondamente innamorato dell’Italia e dell’italianità. Anche se sono italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerò a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone italiane, spinto dall’amore profondo che nutro per il mio Paese. Anche se in questo momento questi film non verranno girati in Italia, continuerò a raccontare l’Italia al mondo producendoli all’estero».

Il caso evidenzia sicuramente un paradosso: film che celebrano cultura, design e identità italiana vengono realizzati fuori dall’Italia, non per mancanza di talento o visione, ma a causa della crescente perdita di fiducia nel quadro istituzionale e amministrativo.

Film come Lamborghini e Ferrari continuano a registrare ottime performance su piattaforme internazionali, confermando che il pubblico premia la qualità narrativa e le storie incentrate sull’eccellenza italiana, anche quando prodotte all’estero. Ora, anche il biopic su Giorgio Armani finisce in Ungheria, consolidando una preoccupante tendenza di delocalizzazione delle grandi produzioni italiane.