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La carica dei nuovi manager “rampanti”: profili e nomine in vista nel 2026

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Con le recenti nomine governative e i cambiamenti nei vertici delle istituzioni pubbliche e delle grandi organizzazioni, sta emergendo una nuova generazione di manager “rampanti” in Italia, pronte a occupare posizioni di responsabilità nei prossimi mesi.

Ogni stagione politica imprime un segno distintivo alla classe dirigente del Paese: c’è chi ha puntato sulla rottura con il passato, chi sulla comunicazione dirompente, chi sulla narrazione identitaria.

Anche la tornata di incarichi prevista per la prossima primavera non farà eccezione. Le scelte saranno inevitabilmente influenzate dall’attuale contesto politico e dalla volontà di valorizzare gavetta, competenza e merito come criteri centrali per la selezione dei vertici.

Il nuovo corso: competenza, curriculum e capacità di azione

Il nuovo ciclo manageriale sembra orientato verso profili caratterizzati da esperienza concreta e capacità operativa, oltre che da solidi percorsi accademici e professionali. Non solo figure capaci di rappresentare e comunicare, ma dirigenti in grado di gestire strutture complesse, riorganizzare enti articolati e produrre risultati misurabili.

La linea che emerge premia chi ha costruito il proprio percorso partendo dal basso, consolidando competenze nel tempo e dimostrando sul campo affidabilità e visione strategica. In un momento storico in cui alle istituzioni e alle grandi organizzazioni viene chiesto di affrontare sfide strutturali, la managerialità torna al centro del dibattito pubblico.

Emiliano Paolini tra i nomi in ascesa

In questo scenario si fa strada anche il nome di Emiliano Paolini, manager con una lunga esperienza maturata nell’ambito delle Casse di previdenza e degli ordini professionali. Il suo profilo è quello di un dirigente con competenze apicali, abituato a operare in contesti complessi e ad alto livello di responsabilità.

Nel corso della sua carriera, Paolini ha ricoperto incarichi nella Fondazione Roma, è stato Direttore Generale dell’ordine professionale più grande d’Europa e successivamente ha guidato la più grande Mutua sanitaria italiana. Un percorso che lo ha portato a sviluppare competenze trasversali nella gestione, nella riorganizzazione e nella pianificazione strategica.

Oltre all’attività manageriale, è autore di volumi dedicati alla geopolitica internazionale e alle strategie di comunicazione, segno di un interesse che va oltre la sola dimensione amministrativa. Attualmente è Presidente dell’Associazione nazionale Commercialista Sicuro, realtà che offre servizi di alto livello a una delle categorie professionali più rilevanti del Paese.

Nomine in arrivo: attesa per la primavera

Secondo indiscrezioni, anche il nome di Paolini figurerebbe tra quelli valutati per nuove posizioni di rilievo nella prossima tornata di incarichi. La primavera potrebbe quindi segnare l’ingresso di nuovi protagonisti nella governance di enti e strutture strategiche.

Il filo conduttore resta chiaro: merito, competenza e capacità di fare. In un panorama in evoluzione, la figura del manager rampante non rappresenta soltanto un’etichetta giornalistica, ma l’espressione di una classe dirigente chiamata a dimostrare, più che a dichiarare, il proprio valore.