Le indagini sull’operazione legata alla società “Le 5 Forchette” si inseriscono in un più ampio filone investigativo della Direzione distrettuale antimafia di Roma, che sta approfondendo i rapporti tra attività imprenditoriali e presunti profili di riciclaggio. Al centro dell’attenzione vi sono le posizioni di Mauro Caroccia e della figlia, oltre ai collegamenti con l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, mentre gli inquirenti ricostruiscono la genesi e la gestione della società e verificano l’eventuale presenza di flussi economici sospetti o intestazioni fittizie.
Caso Delmastro: versioni difensive e ricostruzioni dei rapporti con Caroccia
La linea difensiva fornita dall’avvocato Gallo ricostruisce l’origine dell’iniziativa imprenditoriale come conseguenza di una fase personale favorevole, seguita all’assoluzione in appello dell’assistito. In tale contesto, l’apertura del ristorante sarebbe stata motivata dalla volontà di rilanciare un’attività economica, mentre la partecipazione di Delmastro viene descritta come quella di un semplice cliente che frequentava il locale.
Il legale ha sottolineato che “si sono conosciuti tra il 2022 e il 2023. Era un semplice cliente del ristorante… si sono piaciuti, l’ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Caroccia non aveva più possibilità di continuare l’attività perché aveva avuto uno sfratto”.
Poi, viene inoltre evidenziato che “Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia”. Secondo la stessa impostazione difensiva, l’investimento iniziale e la gestione della società sarebbero stati trasparenti e tracciabili, con un capitale sociale complessivo di 10 mila euro e conferimenti parziali pari a 2.500 euro. Come riportato da Rai News, il difensore ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti sui flussi finanziari, sostenendo che “non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne ‘Le 5 Forchette’… I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato”.
Caso Delmastro, indagini serrate e chat al setaccio: sequestrato il cellulare di Caroccia
I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma hanno disposto il sequestro del telefono di Mauro Caroccia, indagato insieme alla figlia Miriam Caroccia per ipotesi di riciclaggio e intestazione fittizia di beni legate alla società “Le 5 Forchette”, della quale Delmastro è stato in passato socio. L’obiettivo degli inquirenti è analizzare in modo approfondito il contenuto del dispositivo, attualmente detenuto a Viterbo, dove Caroccia sta scontando una condanna a quattro anni per reati di mafia, esaminando conversazioni e messaggi utili a ricostruire la nascita della Srl avvenuta nel dicembre 2024 e la successiva gestione del ristorante “Bisteccheria d’Italia”.
Parallelamente, gli investigatori hanno previsto per mercoledì 8 aprile l’audizione della moglie di Caroccia, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. Come riferito dallo stesso Caroccia durante l’interrogatorio del 1 aprile a piazzale Clodio, la donna avrebbe preso parte, insieme alla figlia, alla firma dell’atto costitutivo nello studio notarile di Biella, avvenuta il 16 dicembre di due anni fa. Nel corso delle dichiarazioni, riportate dal difensore, l’indagato avrebbe affermato: “Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ci ha aiutato perché in quel momento ero incensurato, ero stato appena assolto dalla Corte d’Appello di Roma”. Sempre secondo quanto riferito dal legale, l’ex sottosegretario avrebbe poi scelto di uscire dalla compagine societaria dopo la successiva condanna definitiva di Caroccia.