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Caso Epstein, il Dipartimento di Giustizia diffonde nuovi documenti: “Non abbiamo protetto Trump”

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Il Dipartimento di Giustizia pubblica oltre tre milioni di pagine sul caso Epstein, negando favoritismi verso Trump e puntando sulla trasparenza.

Un nuovo capitolo si apre sul caso Jeffrey Epstein: il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avvia la pubblicazione di milioni di documenti finora riservati, chiamando in causa anche il nome di Donald Trump e respingendo ogni accusa di protezione politica, nel tentativo di fare luce su una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi decenni, tra richieste di trasparenza e tutela delle vittime.

Caso Epstein: documenti oscurati, tutela delle vittime e nodi ancora aperti

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti si prepara a rendere accessibile un archivio senza precedenti sul caso Jeffrey Epstein: oltre tre milioni di pagine di documenti, accompagnate da più di 2.000 video e circa 180.000 immagini. L’annuncio è arrivato in conferenza stampa dal vice procuratore generale Todd Blanche, che ha voluto chiarire fin da subito l’assenza di interferenze politiche nella gestione del dossier.

La pubblicazione dei file è avvenuta nel rispetto di rigidi criteri di riservatezza. Blanche ha spiegato che sono state applicate “ampie omissioni” per proteggere le vittime e i dati sensibili: esclusi dalla divulgazione, tra gli altri, documenti medici, informazioni personali identificabili e materiale la cui diffusione “costituirebbe una chiara e ingiustificata violazione della privacy personale“. Tutte le donne presenti in immagini e video sono state oscurate, ad eccezione di Ghislaine Maxwell, ex compagna e collaboratrice di Epstein, condannata nel 2022 a vent’anni di carcere.

Il Dipartimento ha inoltre smentito l’esistenza di una presunta lista segreta di clienti eccellenti: “Se veniamo a conoscenza d’informazioni e prove che ci consentono di perseguire penalmente questi uomini, potete star certi che lo faremo“. Pur riconoscendo che «gli errori sono inevitabili», Blanche ha ribadito l’impegno delle autorità nella tutela delle persone coinvolte, annunciando anche la creazione di canali dedicati per consentire alle vittime di segnalare eventuali problemi o chiedere correzioni.

La diffusione dei documenti, resa possibile dall’Epstein Files Transparency Act, rappresenta così uno dei più vasti tentativi di fare luce su una vicenda che continua a sollevare interrogativi politici, giudiziari e morali.

Caso Epstein, il Dipartimento di Giustizia pubblica nuovi documenti: “Non abbiamo protetto Trump”

Non abbiamo protetto Trump. Non abbiamo protetto nessuno“, ha dichiarato Blanche, respingendo le accuse di favoritismi e sottolineando come l’obiettivo dell’operazione sia una trasparenza quanto più ampia possibile. Blanche ha però ammesso che l’enorme mole di materiale potrebbe non soddisfare del tutto l’opinione pubblica: “C’è una fame o una sete di informazioni che non credo potrà essere soddisfatta dalla revisione di questi documenti“. Secondo il vice procuratore, la linea del presidente è sempre rimasta invariata: rendere pubbliche le carte e consentire un controllo aperto sull’operato delle istituzioni.