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Celebrazioni del 25 aprile: omaggio ai caduti, appello per la pace e rispetto delle istituzioni

Celebrazioni del 25 aprile: omaggio ai caduti, appello per la pace e rispetto delle istituzioni

Mattarella depone una corona all'Altare della Patria e, a San Severino Marche, ribadisce il valore della Resistenza, l'amor di patria e l'urgenza di sostenere istituzioni internazionali per mantenere la pace

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alle celebrazioni del 25 aprile rendendo omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, con la deposizione di una corona d’alloro. Al suo fianco c’erano le principali cariche dello Stato, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, insieme ai vertici delle Forze Armate e ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche, a testimonianza del carattere istituzionale e corale della ricorrenza.

Dopo la cerimonia romana, il capo dello Stato si è trasferito nelle Marche, a San Severino Marche, dove ha deposto un omaggio al Monumento ai Caduti della Resistenza intitolato ad Arnaldo Bellabarba. Ad accoglierlo, oltre alle autorità locali e a tanti cittadini, c’era anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. In entrambe le tappe Mattarella ha richiamato il significato storico del giorno e ha rivolto un monito sulle responsabilità presenti per tutelare la libertà conquistata.

Dal ricordo al richiamo ai valori fondanti

Nell’intervento a San Severino Marche il presidente ha ricostruito le vicende che portarono alla Liberazione: dalla confusione seguita all’8 settembre 1943, ai militari privi di ordini, ai giovani che si unirono alle formazioni partigiane, fino alle popolazioni civili che subirono deportazioni e violenze. Ha ricordato, con parole sobrie ma decise, il contributo di sacerdoti, contadini, carabinieri e cittadini comuni le cui storie hanno scritto la pagina della Repubblica.

Il richiamo è stato chiaro: celebrare il 25 aprile significa onorare il sacrificio collettivo e riaffermare l’impegno a difendere i principi che hanno dato vita alla Costituzione.

Un appello alla memoria attiva

Richiamando l’idea che il passato continui a influenzare il presente, il presidente ha evocato il pericolo di una memoria svuotata di senso e ha sollecitato una lettura non celebrativa ma responsabile degli eventi storici. Ha definito la memoria come fondamento per l’agire civile, invitando a non ridurre la ricorrenza a rituale: la memoria, ha detto, deve tradursi in azione quotidiana per la tutela della libertà e della dignità umana, valori che la Resistenza aveva posto al centro della lotta contro il nazifascismo.

Pace, istituzioni sovranazionali e responsabilità di oggi

Un altro nodo centrale del discorso è stato l’appello alla pace: secondo il capo dello Stato le atrocità della Seconda guerra mondiale testimoniano che dalla retorica bellicista non nasce che distruzione, mentre la risposta collettiva è stata la costruzione di organismi internazionali mirati a ridurre il rischio dei conflitti. Ha richiamato il ruolo dell’Onu e del progetto europeo, la Ue, come strumenti nati per «liberare il mondo dall’incubo della guerra» e ha espresso preoccupazione per chi in questi anni ha manifestato l’intento di sminuire o aggirare queste istituzioni, sottolineando che rafforzarle è un dovere per prevenire nuove tragedie.

Le parole delle istituzioni

La presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assunto la forma di un appello alla coesione nazionale: la premier ha ricordato come il 25 aprile richiami la fine dell’occupazione nazista e il ritorno della democrazia, invitando a farne un momento di riflessione e unità. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che la libertà non è un bene acquisito una volta per tutte e che la pace va costruita ogni giorno con responsabilità, equilibrio e determinazione, una lezione che resta valida anche nel contesto internazionale attuale.

Note e confronti nella giornata

Oltre alle cerimonie istituzionali, in alcune città si sono verificate manifestazioni di protesta legate a temi internazionali: a Bologna un gruppo di attivisti ha contestato alcuni interventi pubblici durante le celebrazioni, richiamando l’attenzione sulla situazione in Medio Oriente. Questi episodi hanno evidenziato come la giornata del 25 aprile sia anche uno spazio pubblico in cui si intrecciano memoria storica, impegni istituzionali e tensioni contemporanee, richiedendo equilibrio nel confronto e nel rispetto reciproco tra opinioni diverse.

In chiusura, l’idea che ha attraversato gli interventi ufficiali è stata quella di un legame tra passato e presente: la Liberazione non è solo un ricordo, ma una radice da cui attingere per affrontare le sfide contemporanee. Proteggere le libertà, rafforzare le istituzioni di pace e mantenere viva una memoria critica sono, secondo il presidente e altri esponenti dello Stato, gli impegni che il Paese deve continuare a coltivare per onorare chi sacrificò la propria vita per la libertà.