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Il presidente Mattarella: memoria, Costituzione e il richiamo a San Severino Marche

Il presidente Mattarella: memoria, Costituzione e il richiamo a San Severino Marche

Al Quirinale Sergio Mattarella ricorda i sacrifici della Resistenza, invita a educare alla memoria e mette in guardia contro la prevalenza della legge del più forte

Nell’incontro al Quirinale con rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma, il presidente Sergio Mattarella ha tracciato un bilancio tra passato e presente, sottolineando come la Liberazione sia un patrimonio da custodire. Ha ricordato il prezzo pagato da chi combatté per la libertà e ha riaffermato l’impegno della Repubblica a favore della pace, del rispetto dei diritti umani e della costruzione di comunità più giuste e solidali.

Queste parole hanno assunto uno spessore particolare nel contesto dell’81° anniversario della Liberazione, quando la memoria si intreccia con la responsabilità civile.

I valori della Resistenza come fondamento della convivenza

Secondo il capo dello Stato, i valori emersi dalla lotta di Liberazione sono oggi inscritti nella Costituzione e costituiscono la base della nostra presenza nel contesto internazionale.

Educare alla memoria non è solo ricordare eventi storici, ma formare cittadini capaci di rinnovare quei principi fondamentali: libertà, giustizia, pace e democrazia. La Costituzione, ha osservato, va interpretata come espressione viva di valori che guidano la vita comune, non come puro catalogo di norme.

Trasmettere memoria alle nuove generazioni

La trasmissione della memoria alle giovani generazioni è stata definita dal presidente un compito prioritario: educare significa rendere accessibile il senso del sacrificio e far comprendere che la conquista dei diritti è frutto di lotte e sofferenze.

Le associazioni combattentistiche svolgono in questo senso un ruolo cruciale, agendo come custodi della memoria e mantenendo vivo il collegamento tra passato e presente, offrendo ai giovani strumenti per capire cosa significhi concretamente libertà e impegno civile.

La celebrazione e la tappa a San Severino Marche

Il presidente ha annunciato che il 25 aprile si recherà a San Severino Marche, città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il contributo alla lotta di Liberazione e per le sofferenze subite. Questa scelta sottolinea l’importanza delle comunità locali come luoghi simbolici della Resistenza: luoghi dove la memoria si fa esperienza collettiva e dove il ricordo può diventare occasione di riflessione e coesione nazionale. L’anniversario assume così un valore intrinseco, capace di richiamare al dovere della responsabilità quotidiana.

Un simbolo di riscatto e unità

San Severino Marche è stata presentata come esempio di riscatto morale e civico: la città rappresenta una pagina della storia repubblicana in cui si è affermata la capacità del popolo italiano di ricostruire istituzioni e diritti in nome della dignità e della libertà. Il richiamo a questi luoghi serve a ricordare che la memoria non è un esercizio celebrativo fine a se stesso, ma una risorsa per consolidare l’identità civica e rafforzare la solidarietà tra cittadini.

Un monito sul piano internazionale

Nel discorso al Quirinale il presidente Mattarella ha lanciato anche un avvertimento rivolto alla comunità internazionale: il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte conduce a semina di lutti e distruzioni e apre la strada a conflitti prolungati e a una forma di barbarie nella vita internazionale. Difendere la pace e i diritti umani, ha ribadito, richiede vigilanza, impegno politico e civile e la capacità di costruire istituzioni che resistano alle logiche della sopraffazione.

Per Mattarella la libertà e la pace non sono acquisizioni definitive: sono beni fragili che devono essere coltivati attraverso l’educazione civica e la partecipazione. Chi difende questi valori contribuisce a prevenire il ritorno di dinamiche che mettono a rischio la convivenza pacifica e la dignità umana.

Nel concludere l’incontro il presidente ha voluto rendere omaggio agli ospiti presenti definendoli testimoni permanenti di una storia vivente: «Viva la Liberazione. Viva la Repubblica». Un invito a mantenere sempre attivo il legame tra il passato e il futuro, affinché la memoria resti motore di coesione e di responsabilità collettiva.