> > Genova e le piazze d'Italia: perché l'antifascismo non è anacronistico

Genova e le piazze d'Italia: perché l'antifascismo non è anacronistico

Genova e le piazze d'Italia: perché l'antifascismo non è anacronistico

A Genova e nelle principali città italiane l'81° anniversario della Liberazione è stato l'occasione per ribadire che l' antifascismo è un patrimonio da custodire e trasmettere alle nuove generazioni

L’81° anniversario della Liberazione ha riempito piazze e luoghi simbolo in tutta Italia, con manifestazioni che hanno unito istituzioni, associazioni e sindacati. A Genova la sindaca Silvia Salis ha preso la parola in piazza Matteotti per ricordare il valore della Resistenza e per respingere l’idea che l’ antifascismo sia un tema superato. La giornata ha visto anche la partecipazione attiva delle organizzazioni dei giornalisti, che hanno aderito alle celebrazioni locali in segno di memoria e responsabilità civile.

Il messaggio della sindaca: memoria e scelta di campo

Nel suo intervento la sindaca ha coniugato emozione e impegno politico, mettendo in evidenza come la Liberazione non sia stata una concessione ma una conquista collettiva. Ha ricordato le tante figure che hanno contribuito alla liberazione della città e ha sottolineato che la festa del 25 aprile non può essere neutralizzata: «è una festa per tutti, ma non è di tutti», ha detto per rivendicare il significato preciso della ricorrenza.

In questo passaggio ha richiamato anche le parole del Presidente della Repubblica, secondo cui libertà e pace non sono acquisite una volta per tutte, ma richiedono attenzione e impegno continuo.

Le donne della Resistenza

Particolare spazio è stato riservato al ruolo femminile nella lotta partigiana: la sindaca ha ricordato partigiane e figure costituzionali che hanno ampliato i diritti civili e rafforzato la democrazia.

La storia di Alice Noli è stata citata come esempio di coraggio: operaia che scelse il silenzio davanti alla minaccia, pagando con la vita, e che diede il nome a una brigata composta in larga parte da donne. Questa pagina vuole sottolineare che la memoria non è solo racconto ma anche riconoscimento delle responsabilità storiche e sociali.

Il coinvolgimento dei giornalisti e le iniziative locali

Anche il sindacato dei giornalisti ha partecipato alla giornata con delegazioni nelle principali città. La Fnsi e le Associazioni regionali di Stampa hanno aderito ai cortei e alle cerimonie, supportando eventi istituzionali e momenti di commemorazione. A Genova la segretaria generale Alessandra Costante ha preso parte alle iniziative collegate al festival cittadino della Liberazione, mentre a Roma il presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, ha deposto un fiore al monumento dedicato a Matteotti sul Lungotevere.

Percorsi diffusi in molte città

Le manifestazioni sono state organizzate anche a Milano, Palermo, Trieste e in numerosi comuni regionali, con attività che spaziano dai cortei alle cerimonie istituzionali, fino a talk e incontri pubblici. In alcuni casi i sindacati locali hanno ricordato giornalisti partigiani caduti, depositando fiori sui luoghi della memoria. Queste iniziative ribadiscono il legame tra informazione responsabile e memoria democratica: per le sigle del settore la Resistenza è parte integrante del patrimonio civico che orienta il lavoro dei cronisti.

Perché l’antifascismo resta un tema attuale

Il dibattito emerso nelle piazze fa luce su una questione più ampia: la memoria storica non è un esercizio rituale ma un strumento di responsabilità pubblica. L’ antifascismo, spiegano i promotori delle celebrazioni, è un valore che serve a definire scelte politiche e civili presenti e future. Rilegare questa eredità al passato significherebbe sminuirne la funzione di guida contro forme di violenza, discriminazione e autoritarismo che possono riemergere.

La memoria come pratica quotidiana

Rivendicare il 25 aprile significa, secondo i partecipanti alle iniziative, praticare ogni giorno la difesa della democrazia: educazione civica, attenzione verso i diritti delle donne, tutela dei più fragili e impegno per la pace. L’appello è a trasmettere ai giovani non soltanto date e nomi, ma il senso concreto dell’impegno storico che ha portato alla Costituzione e alla Repubblica, patrimonio che richiede cura e partecipazione.

In chiusura, la giornata dell’81° anniversario ha confermato come, tra cerimonie pubbliche e iniziative associative, il circuito della memoria continui a svolgere una funzione vitale. A Genova l’appello è stato chiaro: mantenere vivo l’ antifascismo significa scegliere ogni giorno da che parte stare, per difendere la libertà, la pace e la dignità delle persone.